Il Chiostro della Memoria: la nascita di un progetto multimediale di Hdemia SantaGiulia, “per non perdere la memoria”

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Una passeggiata tra i ricordi del Chiostro della Memoria con il corso di Didattica Museale

L’attività mnemonica è un’azione tipicamente umana che ci permette di far riaffiorare alla nostra memoria momenti ed esperienze, positive o negative che siano, vissute e sperimentate personalmente.

Fare memoria sembra così essere un meccanismo automatico, spontaneo e accessibile a chiunque.

Ma è possibile fare memoria di un fatto o un avvenimento che non abbiamo sperimentato sulla nostra pelle? L’azione mnemonica inizia in questo caso a farsi più complessa e non ci risulta più così immediata.

Ad aiutarci in questo processo sono solitamente dei mediatori, soggetti sensibili che, avendo riconosciuto l’unicità e l’impatto di un determinato evento, hanno compreso l’importanza della trasmissione e della condivisione, in primis con gli individui della propria epoca e successivamente con quelli delle successive generazioni.

Tra questi ricoprono un ruolo fondamentale gli artisti: poeti, pittori, musicisti, ognuno con la propria capacità espressiva, non solo permettono di fermare nel tempo un ricordo, ma sono in grado di toccare la sensibilità dei fruitori trasformando la propria opera in un prodotto collettivo.

Della potenza della comunicazione artistica in campo della trasmissione di memorie ne era probabilmente consapevole anche Angelo Canossi, poeta bresciano del XX secolo il quale, preso atto degli orrori causati dalla Prima Guerra Mondiale, ha speso parte della sua attività artistica nella costruzione di una memoria collettiva, finalizzata a non dimenticare tutti coloro che hanno perso la loro vita in nome della patria.

Il poeta ha scelto di raccontare questo tragico avvenimento e di farne memoria attraverso la realizzazione di un’immagine concreta ed indelebile.

Il Canossi ha infatti promosso l’operazione di trascrizione dei nomi di ciascuno dei caduti bresciani sulle colonne del chiostro dell’ex convento dei Santi Cosma e Damiano di Brescia.

Non solo questa azione aveva la funzione di trasmissione ai posteri attraverso un segno scolpito sulla pietra, ma ha anche permesso la valorizzazione del luogo stesso in cui il progetto è stato realizzato.

L’ex convento ha infatti una lunga storia alle spalle caratterizzata da curiose vicende e continui passaggi di proprietà.

Da convento trecentesco delle monache Benedettine di clausura diventa orfanotrofio per orfanelle per poi trasformarsi in ospedale di malati di sifilide – i cosiddetti “incurabili” – e successivamente in deposito militare durante gli anni della guerra.

Un luogo ricco di memoria e ricordi che oggi ospita la fondazione Casa di Dio, struttura R.S.A. per anziani, i quali, in un certo senso, sono la personificazione della memoria stessa.

Ad oggi, a causa della natura privata della struttura, l’antica chiesa trecentesca, successivamente restaurata in stile barocco, così come le colonne del suo chiostro, non sono più visitabili al pubblico se non in particolari occasioni, rischiando così di andare incontro a ciò contro cui il Canossi si è sempre battuto: l’oblio.

È proprio qui che entriamo in gioco noi studentesse del secondo anno di Didattica museale.

Grazie al corso di Programmazione multimediale tenuto dal professor Paolo Fossati e dalla professoressa Annamaria Guerrini abbiamo la possibilità di contrastare questo rischio di damnazio memoriae attraverso la realizzazione di un ebook nel quale daremo voce alle tante memorie ormai quasi perdute di questo luogo.

Il nostro è un piccolo contributo alla concretizzazione del “ricordare per non ripetere”, dando così un significato al nome con il quale il Canossi ha deciso di ribattezzare il chiostro della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, che da allora è per la città di Brescia il “Chiostro della Memoria”.

Francesca Bresciani,
Team Didattica

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