Un percorso tra arte e riflessione: Vera Uberti per chiudere Bergamo Brescia 2023

Pubblicato da Hdemia SantaGiulia il

Installazione immersiva di Vera Uberti

Come l’anima multiculturale di un’artista può essere ispirazione e guida per i giovani? Come le esperienze plasmano la creatività? Quanto una creativa che respira arte ogni giorno può dare, attraverso le sue opere, ad una città e ai suoi studenti?

Abbiamo cercato di indagare la vita e l’arte di Vera Uberti e come la sua storia, il suo vissuto e le sue sperimentazioni, l’abbiano condotta fino a Carme, a Brescia, dove andrà in scena La porta segreta. 

Docente di Progettazione Multimediale nel Biennio Specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia SantaGiulia, Vera Uberti (nata in Brasile e stabilitasi in Italia da molti anni) è artista e art director. Realizza installazioni immersive, ma si occupa anche dello sviluppo di progetti culturali, organizza esposizioni e promuove l’arte italiana in Brasile

Incontriamo Vera Uberti in Accademia SantaGiulia, elettrizzata per l’arrivo delle sue opere a Carme, con moltissime avventure da raccontarci e accompagnata da una grande voglia di fare e mettersi alla prova. 

Chi è Vera Uberti? Qual è il tuo percorso? 

Sono nata a San Paolo negli anni ’60, ma ho iniziato a studiare arte da adulta, intorno ai 35 anni. Ho sempre avuto interesse e una spiccata sensibilità per l’arte, ma l’ho approfondita solo quando, insieme a mio marito, bresciano, siamo stati chiamati ad occuparci di un progetto sociale dedicato ai bambini proprio a San Paolo. Volevo che i più piccoli avessero accesso all’arte, così ho proposto di costruire un percorso chiamato “I cinque continenti”, dove i ragazzi potessero conoscere e sperimentare la cultura dei diversi luoghi del mondo. 

Così, per affrontare al meglio il progetto mi sono iscritta all’università, dove ho studiato arte. Qui mi si è aperta la mente: il mondo, il paesaggio, il territorio, la città non sono altro che una tela su cui si può disegnare! Ho iniziato a fare progetti e realizzare opere, sempre con uno sguardo verso la città, per stimolare la riflessione delle persone. Volevo che l’arte andasse oltre la superficialità della vita, che diventasse una modalità per stimolare un ragionamento complesso e approfondito. 

Installazione immersiva di Vera Uberti
Installazione immersiva di Vera Uberti

Ho ricevuto diversi premi per i miei progetti, sia in Brasile che all’estero, e poi mi sono spostata in Italia con mio marito, a Brescia, e qui ho continuato a studiare, proprio in Accademia SantaGiulia, dove ho presto parte ad un Master. Da quando sono arrivata, ho fatto tante cose diverse: sono stata da Michelangelo Pistoletto a Biella per una Residenza d’Artista, ho collaborato con il Comune di Brescia alla realizzazione di percorsi artistici in città, ho coordinato il progetto “Artisti in Cantiere” in AreaDocks, che ha coinvolto diversi ragazzi in un workshop, ho portato a San Paolo opere mie e ho organizzato mostre di altri artisti italiani. Dopo la pandemia, ho realizzato due progetti importanti: “Wonder(is)land“, dove ho reso luce la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie sull’Isola del Garda, e “Stravaganze Imperiali”, che mi ha permesso di “animare” le Grotte di Catullo. 

La nuova sfida per Vera Uberti è nello spazio espositivo di Carme, nel centro cittadino, dove verrà inaugurata La porta segreta, resa realtà grazie al sostegno economico del Comune di Brescia in occasione di Bergamo Brescia 2023. La mostra aprirà al pubblico il 21 dicembre, alle 19,00, e sarà visitabile con l’acquisto di un biglietto di ingresso fino al 28 gennaio.

Come sei arrivata a Carme e come ti senti ad essere parte di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023? 

Per me l’arte è stato un percorso lungo, fatto di piccoli passi: l’essere artista era dentro di me, ma era celato nel profondo, quindi ho impiegato molto tempo a capire cosa fare e come farlo. Si è sempre trattato di un processo alla ricerca di un’essenza, come lo scultore che toglie il marmo e scava per svelare ciò che sta sotto. Sono orgogliosa che tutti questi passi mi abbiano portato a far parte di BGBS2023, l’essere stata invitata è per me un grande onore e significa moltissimo! 

La porta segreta di Vera Uberti a Carme
La porta segreta di Vera Uberti a Carme

Da dove nasce l’ispirazione per questa mostra? 

Per me fare il sopralluogo a Carme e vedere questo spazio, dove non si può che percepire la sacralità del luogo, una chiesa sconsacrata, ha portato alla luce diversi temi!

Volevo lavorare sull’energia e la spiritualità; così ho pensato al serpente, come simbolo di forza vitale e fertilità, come segno della cura dell’anima e del corpo. Per me l’arte e la spiritualità hanno proprio questo potere: permettono all’essere umano di accedere ad uno spazio nuovo, lontano dal banale, dal superficiale e dal quotidiano, danno energia e consentono all’uomo di esplorare la propria profondità interiore, ponendosi domande complesse e spirituali. 

Così l’anima dell’artista, le sue riflessioni e il suo percorso, a piccoli passi, diventano installazioni immersive in grado, ancora una volta, di portare lo spettatore a meditare e a porsi dei quesiti. 

Quale aspetto del tuo percorso ritieni più importante da trasmettere agli studenti? 

Per me la cosa più importante è la condivisione!

Io ho passato un sacco di tempo a farmi domande: “dove vado?”, “cosa faccio?”, “con chi parlo?”. Quando sono con gli studenti sono disponibile a condividere ciò che so, li accompagno, mostro loro come agire, come possono mettere in concreto la propria idea, quali sono gli strumenti pratici utili per rendere realtà i propri progetti. 

Il nostro compito, come docenti, è invitarli ad uscire dall’Accademia, incoraggiarli a non aver paura, mostrare loro il coraggio e condurli a capire di essere degli artisti, senza imbarazzo. Voglio che i ragazzi siano stimolati ad avere interesse, siano più forti e audaci: voglio che ci credano! 

Installazione immersiva di Vera Uberti
Installazione immersiva di Vera Uberti

Cosa credi che invece ti influenzi come professionista di ciò che ti danno gli studenti? 

Ciò che percepisco di più da loro è che devo sempre impegnarmi: non posso fermarmi perché i ragazzi sono svegli, tecnologicamente preparati, quindi ti danno la spinta alla consapevolezza di non essere mai arrivata! Devo essere all’altezza delle loro aspettative perché hanno sguardi giovani e freschi. 

Tutti questi aspetti mi arricchiscono prima di tutto come essere umano, ma anche nel mio lavoro.

Un consiglio per i tuoi studenti. 

Non accontentatevi mai! Dovete uscire dalla vostra zona di comfort perché è lì che crescerete. È bello non sentirsi abbastanza, non deve intimorirci, ma anzi spingerci ad evolvere!

Ufficio Comunicazione & Ufficio Orientamento
Accademia SantaGiulia


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