Vinz Beschi e i Cartoni Animati in Corsia tra Brescia e Bergamo

Pubblicato da Hdemia SantaGiulia il

Laboratorio di Cartoni Animati in Corsia

Cosa accade quando la multimedialità viene messa a servizio di progetti legati al benessere interiore e alla socializzazione dei più piccoli? Che cosa hanno in comune gli ospedali italiani e l’animazione digitale? Quali sono gli ingredienti principali che rendono progetti culturali con al centro la creatività e l’utilizzo del linguaggio audiovisivo e animato protagonisti di Bergamo Brescia 2023?

Noi ripercorriamo questi temi grazie alle parole di Vinz Beschi, professionista eclettico, di immensa esperienza a metà strada tra pedagogia e audiovisivo. È docente in Accademia SantaGiulia di Didattica della Multimedialità e di Multimedialità per i Beni Culturali all’interno del Biennio Specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte. 

Grande esperto e sperimentatore, nel corso della sua carriera si è occupato a lungo di formazione restando sempre attivo su progetti artistici che avessero come obiettivo quello di mettere in relazione i temi audiovisivi con la creatività e il mondo dell’infanzia.

Incontriamo Vinz Beschi in una delle aule di Accademia SantaGiulia al termine di una lezione e ci sorprende con un regalo di profondo significato: del “silenzio” in barattolo da “aprire con cautela in luogo possibilmente privo di suoni e rumori evidenti”.

Di cosa ti occupi nella vita e come hai fatto a fare della tua passione un lavoro?

Nella vita mi occupo di multimedialità e di linguaggio audiovisivo. Ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo da piccolissimo: mio papà amava il cinema e aveva questa cinepresa da otto millimetri per girare filmini amatoriali di famiglia. Trovavo magica l’immagine e mi piaceva tantissimo il fascio di luce del proiettore, con tutta la polverina che si vedeva attraverso, e il rumore tipico. Mi affascinavano!

Ho frequentato l’Istituto d’Arte e mi sono diplomato al Conservatorio. Nel frattempo, alla Scuola Audiofonetica di Mompiano, erano alla ricerca di un insegnante di educazione musicale che insegnasse ai sordi. Ero inesperto e spaventato: “Che cosa faccio con un gruppo di ragazzi e ragazze audiolesi?” Lì ho capito quanto fosse importante per loro l’immagine, accompagnata dal silenzio. Ho lavorato dieci anni insieme a loro: è stata una grandissima occasione di aggiornamento e di formazione. Abbiamo anche creato un laboratorio audiovisivo all’avanguardia dove abbiamo dato vita a delle animazioni che hanno girato l’Italia e l’Europa ottenendo molti riconoscimenti. 

Da questa avventura, nel 1986, quindi (grazie ad un gruppo di dirigenti e insegnanti, tra cui proprio Vinz Beschi) nasce l’Associazione Avisco, che si occupa di ricerca, sperimentazione e aggiornamento sugli audiovisivi in ambito scolastico e socio-educativo, e in cui oggi operano anche alcuni ex studenti di Accademia SantaGiulia, formati come operatori multimediali per dare seguito ai progetti dell’Associazione. 

Uno dei laboratori di Associazione AVISCO con Vinz Beschi
Uno dei laboratori di Associazione AVISCO

Dopo alcune esperienze di insegnamento di ruolo, da oltre vent’anni sono libero professionista e mi dedico ad una serie progetti che mi appassionano. 

Ho lavorato, e tuttora collaboro, con la Fondazione PInAC di Rezzato con la quale abbiamo portato avanti un progetto realizzando una sezione di “pennelli elettronici” attraverso la quale siamo riusciti a fare ricerca. Questa, tra l’altro, è diventata un’esperienza di riferimento nell’ambito della videoarte ed alcune sperimentazioni sono inserite in cataloghi e rassegne importanti. 

Tra le altre cose, faccio parte del Comitato Scientifico e della Giuria del premio Booktrailer Film Festival. Realizzo quadri di pongo, che mi rilassano molto, e creo piccoli video sperimentali, dedicati al mio corpo e alla mia mente. 

Proprio grazie all’Associazione Avisco, nel 2012, nasce il progetto “Cartoni Animati in Corsia” che dà la possibilità ai bambini ospedalizzati di avvicinarsi al linguaggio del cinema e dell’animazione, in un clima divertente, spensierato e creativo. 

Con il supporto di esperti, i più piccoli sono invitati a sperimentare tecniche e strumenti diversi e ad inventare personaggi e storie che divengono protagonisti di cortometraggi unici nel loro genere, creati durante il periodo di degenza, trasformando l’esperienza spesso traumatica del ricovero in un’occasione di crescita e di condivisione. 

Uno dei laboratori di Cartoni Animati in Corsia con Vinz Beschi
Uno dei laboratori di Cartoni Animati in Corsia

È da molti anni che portate avanti il progetto “Cartoni Animati in Corsia”. Che tipo di esperienza è e qual è l’importanza di approdare nell’ospedale di una nuova città, soprattutto in un anno importante come quello di Bergamo Brescia Capitale della Cultura?

Il progetto “Cartoni Animati in Corsia” è un laboratorio ormai ben consolidato presso gli Spedali Civili di Brescia. Ha subito una battuta di arresto con il Covid, anche se in alcuni reparti si è deciso di proseguire a distanza: abbiamo fornito sette iPad per poter lavorare comunque insieme ai pazienti. Oggi lavoriamo in sei reparti pediatrici, maggiormente Neuropsichiatria e Oncologia, perché sono i reparti di lunga degenza, ma anche Ortopedia, Chirurgia e Pediatria.

Con l’occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, abbiamo presentato un progetto che è stato selezionato e siamo partiti con l’organizzazione, anche grazie ad alcuni nuovi operatori che ci hanno supportato lungo tutto il percorso.

Dopo il periodo Covid, gli ospedali hanno inserito delle regole molto stringenti e questo ci ha spinto a ristrutturare in parte il progetto, anche nell’ottica di approdare a Bergamo per la prima volta. Abbiamo svolto quindi un periodo di formazione presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII, a partire dalla dirigenza, per farci conoscere e capire con loro quali fossero le possibilità concrete.

Uno dei laboratori di Cartoni Animati in Corsia con Vinz Beschi
Uno dei laboratori di Cartoni Animati in Corsia

Così sono partiti i laboratori che proseguiranno fino a settembre: dal 4 aprile a Brescia e dal 6 giugno, invece, a Bergamo. La postproduzione dei cortometraggi si terrà tra settembre e ottobre, mentre a novembre questi verranno finalmente mostrati alla cittadinanza. A Brescia il pubblico sarà invitato al Nuovo Cinema Eden, mentre a Bergamo sarà ospite del Bergamo Film Meeting. In più, a conclusione di tutto il percorso, si terrà un seminario presso l’Università di Bergamo, in collaborazione proprio con l’omologa di Brescia, che chiuderà il progetto con un momento di riflessione dedicato all’esperienza condivisa.  

Le attività correlate a “Cartoni Animati in Corsia”, oltre a Bergamo, sono attive da gennaio anche al Gaslini di Genova e già da un anno al Monaldi di Napoli, grazie a tanti enti e collaboratori che ci aiutano e a cui offriamo percorsi formativi e supporto. 

Come ha cambiato il vostro modo di lavorare all’interno dei reparti il lungo periodo pandemico?

Non è stato facile: gli ospedali hanno modificato le modalità di accesso per le Associazioni. 

Abbiamo bisogno di entrare con i nostri operatori, due persone per volta, stare in stanza con il degente alcune ore e instaurare una relazione con lui, in condizioni difficili, anche emotivamente. Passo dopo passo, siamo riusciti a ottenere ciò che per noi era fondamentale per lavorare bene e quindi il progetto sta procedendo come previsto. 

Una delle serate di presentazione dei cortometraggi di "Cartoni Animati in Corsia" con Vinz Beschi
Una delle serate di presentazione dei cortometraggi di “Cartoni Animati in Corsia”

In relazione al tuo profilo professionale, cosa porti in aula ai tuoi studenti di quello che fai fuori? Qual è l’aspetto del tuo background che più è importante in quello che trasmetti in aula?

In aula porto agli studenti la possibilità di scoprire tante occasioni concrete di lavoro nel mondo della multimedialità legata all’arte e di fare esperienza attraverso la modalità dell’“imparare facendo” come tanti pedagogisti ci hanno insegnato.

Cerco sempre di puntare sulla varietà di esperienze multimediali che presento così da mostrare una gamma di opportunità agli studenti e capire se, all’interno del gruppo, ci sia qualcuno che si appassiona e che senta lo stimolo ad approfondire questi temi. 

Hai ancora voglia di insegnare?

È 45 anni che sono docente, ma l’occasione di insegnare in Accademia per me è stata positiva e costruttiva perché rischiavo di stancarmi. Qui, invece, l’ambiente è molto stimolante: all’interno del biennio specialistico, ci si confronta con persone adulte che hanno già un background e delle competenze e questo mi permette di imparare molto da loro e il nostro rapporto si basa proprio sul lavorare insieme. Naturalmente stare in aula per me vuol dire rimanere aggiornato perché talvolta loro ne sanno più di me!

Quali sono gli aspetti più interessanti dello stare in aula con gli studenti?

Se stai a contatto con i ragazzi, il cervello rimane in moto, continua a funzionare e te ne accorgi andando avanti. Il confronto continuo con persone giovani ti offre rimandi e spunti sulla contemporaneità e tiene vivace il cervello: a volte mi stupisce il fatto che non conoscano alcune cose, mentre a volte sono io che non so assolutamente ciò di cui mi parlano. 

Uno dei progetti di "Cartoni Animati in Corsia"
Uno dei progetti di “Cartoni Animati in Corsia”

Un consiglio per i tuoi studenti?

Più che altro una riflessione, proveniente da un bellissimo libretto, “Sapere”, dedicato proprio alla trasmissione del sapere, scritto da Alessandro Carrera: “una modesta domanda su che cosa ne facciamo del sapere che ci è toccato in sorte, su come lo possiamo passare a chi verrà dopo di noi, e se davvero dobbiamo passarlo, o se non è meglio che i nostri discendenti scoprano per conto loro quello che sarà loro utile e quello che invece dovranno accantonare. Si fa torto a sapere se si dà per scontato che sia solo e sempre la generazione matura a doverlo impartire alla gioventù. 

Ufficio Comunicazione & Ufficio Orientamento
Accademia SantaGiulia


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