I 5 fondatori di Polyhouds

Polyhounds: la Start-up nata da 5 studenti di Nuove Tecnologie

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Forse avete già sentito parlare fra le mura dell’Hdemia SantaGiulia di POLYHOUNDS, o forse no.
Forse ne avete sentito parlare in TV, o forse no.
Poco importa! Se non ne avete ancora sentito parlare ne sentirete notizie ben presto…Abbiamo infatti intervistato Giuseppe Manfredi, uno dei 5 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia, insieme a Francesco Lascari, Luca Gualandris, Daniele Trebeschi e Cosimo Paggetti, che hanno dato vita a questo interessante progetto nato fra “i banchi di scuola” di Nuove Tecnologie dell’Arte.

Intervista

Ciao Giuseppe, iniziamo con una domanda simpatica…

La vostra Start Up si chiama “Polyhounds”. Tutti sanno cosa significa POLY, ma non tutti sanno che HOUNDS significa CANI… Come mai questo nome?
Per precisare meglio, Hound significa segugio, levriero, e deriva dall’antica leggenda pagana di San Guinefort – o Guignefort di Borgogna, un cane levriero vissuto nel XIII secolo – per la quale un levriero bianco dall’animo nobile salvò un bambino dal morso di un serpente. Non potendo dimostrare la sua innocenza venne però ucciso dal suo padrone e divenne quindi martire.
Ognuno di noi ha dei valori ben radicati, e l’esempio di Guinefort ci colpì abbastanza da far virare il brainstorming per la ricerca del nome sulla parola hound; la “S” che trasforma il sostantivo singolare in uno plurale è stata messa per inserire tutti noi 5 nel nome.

Cartolina che rappresenta San Guinefort | Illustrata da Kent Roberts (2005)


Ah! Quindi non ha nessun riferimento alla canzone Hound Dog diventata famosa con l’interpretazione di Elvis Presley?!

NO! 😉

Siete in 5 e siete giovani, non avete paura adesso che avete già fondato una vostra Srl?

Siamo molto eccitati all’idea di aver cominciato così presto e riponiamo grande fiducia nello sviluppo dei nostri progetti. Forse l’età aiuta a non preoccuparsi troppo!
Ci preoccuperebbe di più non sfruttare le occasioni fornite dall’ambiente prolifico di idee, quale è l’Accademia, poichè abbiamo la fortuna di interfacciarci con i professionisti di oggi e domani.

Immagino abbiate competenze differenti… Per non “pestarvi i piedi”! Non è mai troppo facile il lavoro avendo 4 soci “a cui badare”!
Come si diversifica il vostro lavoro? Chi fa cosa?

Abbiamo competenze differenti: dalla contaminazione nascono le idee migliori.
Grazie all’ampio ventaglio di materie trattate durante il Corso di studi in Nuove tecnologie dell’arte è normale che ognuno di noi è più interessato ad un settore piuttosto che ad un altro, questo comporta che non si fa fatica ad essere “sostituito” da uno di noi in caso di impedimenti o in caso i tempi di consegna siano stretti; e in caso vi siano complicazioni, l’unione fa la forza! Nessuno di noi ha 4 soci a cui badare, collaboriamo tutti allo stesso livello.

Quel è stato fin ora il progetto che più vi ha soddisfatto? Ce ne parlate?

Abbiamo tante idee e progetti che ci entusiasmano, ma in questo momento sono due le idee che stiamo spingendo di più dal momento che sono ad un livello di sviluppo superiore alle altre:
Polysound, il tessuto sonoro;
Orbis, il gioco di ruolo cartaceo.

Volete dirci qualcosa su Polysound che avete presentato la settimana scorsa a Teletutto Racconta?

Polysound – come detto un attimo fa – è uno dei progetti più sviluppati: si tratta della rappresentazione estetica della musica su un tessuto indossabile.
Nasce con prototipi di capi di alta moda, uno dei quali già vincitore di un premio, il concorso “Vesti la musica… in abito da sera”, e che stiamo sviluppando per essere proposto ad artisti e cantanti così da creare un nuovo modo di condividere e raccontare la musica.
Io e Cosimo lo abbiamo spiegato bene nel dettaglio proprio durante la serata nella quale siamo stati ospiti nella trasmissione televisiva “Teletutto racconta”.

 

Luca Gualandris riceve il premio per Skya, primo abito del progetto Polysound
Luca Gualandris riceve il premio per Skya, primo abito del progetto Polysound
L’abito Skya ispirato alla canzone di Edith Piaf Non Je Ne Regrette Rien


L’ultima domanda è solo per farmi un po’ gli affari vostri…

Andrete al Lucca Comics&Games previsto i primi di novembre?

Molto probabilmente ci saremo come visitatori per vedere le novità di quest’anno.
Il progetto Orbis deve essere ancora finalizzato e stiamo incontrando in questo periodo chi potrebbe pubblicarci ufficialmente… Perciò non sappiamo se a novembre ci sarà la possibilità di esporre la prima edizione.

Poi magari ad una futura edizione andrete da espositori e non da spettatori… Come avete già fatto a settembre 2016 per l’Expo Games di Bolzano proprio con Orbis.

Grazie per l’intervista Laura! Un saluto da Giuseppe e Polyhounds a tutti gli studenti dell’Hdemia SantaGiulia.
Potete anche seguirci su Facebook @Polyhounds

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3 comments on “Polyhounds: la Start-up nata da 5 studenti di Nuove TecnologieAdd yours →

    1. Gentile ivanacenedese, abbiamo riportato in un’intervista i traguardi e le attività dei nostri studenti, ma la loro Start Up è assolutamente indipendente dall’Hdemia. Deve rivolgere a loro (trova i contatti sul loro sito) le sue domande/curiosità. Grazie per il Suo commento e interesse!

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