Fare impresa significa evolversi: la lezione di Mattia Assanelli e di “Carne Genuina”

Uno spazio dove lasciarsi ispirare da chi ha fatto dell’innovazione e della condivisione di know how il proprio marchio distintivo
“L’e-commerce è un attrezzo, non la soluzione a tutti i problemi”: con questa affermazione, Mattia Assanelli, manager e imprenditore di grande esperienza, ha aperto l’incontro con gli studenti del III anno del corso di Web e Comunicazione d’Impresa, un momento dedicato allo scambio tra formazione e mondo del lavoro.
Profondo conoscitore dei canali distributivi e delle dinamiche tipiche della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), Mattia Assanelli ha fondato più di dieci anni fa “Carne Genuina”, piattaforma attraverso cui commercializza i prodotti dell’azienda di famiglia.
Attraverso questo e-commerce, è diventato un imprenditore, con una strategia chiave per raggiungere il successo: disintermediare. La volontà di unire produttore e consumatore, di avvicinarli, nasce dall’esigenza di agevolare i processi di relazione, renderli maggiormente sostenibili e operare in maniera etica sul mercato. La capacità di storytelling, l’efficacia nel coinvolgere l’utente e la potenza del contenuto presentato da un brand fanno il resto!

Mattia, di cosa ti occupi?
“Trasformare idee in qualcosa di concreto. Questa è la miglior definizione di ciò che faccio e che mi muove quotidianamente.
Ho studiato all’università e poi ho conseguito un dottorato: era un ambiente bello, interessante, sfidante dal punto di vista intellettuale, ma non abbastanza veloce come invece lo è il mondo del business. Proprio per questo, mi sono sempre candidato per ruoli legati al project management.
La sintesi del lavoro di project manager è “get the job done”: porta a termine un task, un progetto, un’azione, aiuta una piccola startup, porta sul mercato un prodotto oppure aiuta nuovi business e nuove linee di business ad evolversi.
Si tratta di un lavoro in scala: attraverso “Carne Genuina” mi esercito nel piccolo, sulle start up, sulle prime fasi del lavoro, sui clienti B2C; nel mio lavoro di General Manager in Antares Vision, invece, mi dedico ai clienti B2B, multinazionali, governi, grandi aziende. Esistono dinamiche di efficacia, di sfida, di energia e di vendita comuni a tutte le realtà”.

La storia è iniziata a cascina Delfina, nelle campagne di Treviglio, in Pianura Padana, dove già alla fine dell’Ottocento la famiglia Assanelli possedeva un allevamento di vacche.
Nel 2012 è stata lanciata Bovì, una piattaforma pensata da Mattia con l’obiettivo di semplificare la logistica e aumentare le vendite in alcuni specifici momenti dell’anno proponendo ai consumatori in maniera diretta delle box pre-confezionate.
“Oggi come allora ci occupiamo personalmente di tutte le fasi produttive della nostra filiera che quindi è corta, anzi… cortissima! Rispettiamo la stagionalità ed i tempi di Madre natura, facendo tesoro dell’esperienza delle generazioni che ci hanno preceduto. Dal 2014 abbiamo voluto dare a più persone l’opportunità di accedere al nostro ecosistema: un mondo antico, fatto di terra, fieno, animali e lavori fatti per bene. Siamo stati i primi a vendere la carne online ed è stato un successo!”.
Oggi però “Carne Genuina” è molto di più: “Si tratta di una scatola di idee, una start up innovativa, una software house. Ho imparato che spesso le storie e le evoluzioni sono inaspettate e anche ciò che era iniziato come un e-commerce è cresciuto ed è diventato qualcosa di diverso.

Fare impresa è come stare sulle montagne russe: si parte con idee, energie, fondi e poi bisogna cambiare, evolversi in continuazione. Il mondo delle start up, infatti, si avvicina alla definizione più classica della parola “impresa”: un’avventura straordinaria, un percorso complesso”.
Così oggi Mattia Assanelli è a capo di una web agency La Genuina che vende servizi digitali e di consulenza ad ogni tipo di azienda grazie al know how acquisito e all’esperienza diretta con la piattaforma Carne Genuina.
La creazione di un canale di vendita online, infatti, è l’insieme di più elementi diversi: Shopify, Mailchimp, CRM, un ecosistema complesso che si basa sulla customer experience e sulle fasi che costituiscono il percorso dell’utente nell’era digitale. Per avere successo è fondamentale conoscere gli strumenti a disposizione, saperli utilizzare, combinare e monitorare in relazione agli obiettivi aziendali.
Carne Genuina quindi è stata un po’ la cavia di tutto questo tuo progetto?
“Esatto, io lo definisco un living lab in cui sperimentiamo le tecnologie applicate all’e-commerce, i concetti di vendita, i concetti di web marketing, l’AI…
Tutto quello che facciamo, vendiamo, presentiamo, prima l’abbiamo realizzato per la nostra realtà e quindi diventiamo più convincenti quando proponiamo questi servizi ad aziende terze. Non parliamo di teoria, ma di fatti concreti, di errori e di osservazioni che nascono dalla nostra esperienza personale”.

Cosa avete in cantiere?
“Il prossimo progetto avrà sicuramente a che fare con l’IA: c’è tantissimo movimento e le attività di web marketing devono sempre di più intimamente connettersi con l’Intelligenza Artificiale che permette di semplificare, abbattere le barriere e offrire degli strumenti in più, come un chatbot su un sito e-commerce che fornisce insight al gestore per vendere di più. Senza dubbio quindi i nostri nuovi progetti saranno incentrati sul mettere al servizio dei nostri clienti, anche business to business, queste esperienze dopo averle testate direttamente”.
Così gli studenti di Web e Comunicazione d’Impresa hanno avuto l’occasione di ascoltare le parole di un imprenditore, toccarne con mano l’entusiasmo, ma anche capire ciò che approfondiscono durante le lezioni, comprenderne gli impatti sul mondo reale e vedere da vicino cosa succede sul mercato.

A seguito di questo incontro, cosa speri che portino a casa i ragazzi da questa mattinata?
“Mi metto sempre nell’ottica di raccontare agli studenti che incontro ciò che avrei voluto sentire io quando ero nei loro panni. Confrontandosi c’è la possibilità di capire cosa funziona e cosa non funziona, comprendere il processo decisionale e coglierne le sfide, capire quando è necessario lanciare il cuore oltre l’ostacolo e quando invece è meglio fare delle valutazioni un po’ più misurate. Quindi spero di trasmettere loro alcuni elementi di complessità, cioè che fare determinate cose, fare impresa, imbarcarsi in determinati progetti non è proprio uno sport per tutti. Allo stesso modo, spero di aver acceso in chi invece questo sport lo vuole fare davvero, l’energia e la passione per poter costruire qualcosa!”.
Ufficio Comunicazione, Accademia SantaGiulia
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