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Refresh01: #LAYERS

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VISITA ALLA MOSTRA #LAYERS

Qualche giorno fa mi sono aggregato al gruppo di studenti di Nuove tecnologie dell’Arte, guidati dal prof. Marco Cadioli, in visita alla mostra #LAYERS.

È stata un viaggio immersivo-esplorativo, costruito con maestria da Fabio Paris, vero catalizzatore culturale e per l’occasione anche guida.

#LAYERS fa parte del ciclo REFRESH che ha cadenza annuale: un ambizioso progetto d’indagine e aggiornamento “in progress” sull’arte contemporanea italiana che ha l’intento di confrontarsi con i temi, i linguaggi, le forme emerse nel corso della svolta digitale che ha connotato gli ultimi vent’anni. Il titolo del ciclo allude alla freschezza dei linguaggi e alla volontà di fornire un aggiornamento sugli sviluppi dell’arte recente. Tutti gli step di Refresh presenteranno progetti e ricerche di artisti di generazioni differenti che abbiano iniziato la loro attività tra la fine degli anni Novanta e oggi, nell’intento di costruire, tappa dopo tappa, una mappatura generale dell’arte digitale italiana.
L’obiettivo di Paris è stato quello di far incontrare artisti affermati ed emergenti, per confrontarsi e per creare una comunità allargata che dialogasse con le nuove tecnologie. Opere che hanno stimolato una profonda riflessione e contemplazione sul nostro contemporaneo.

Fra gli artisti affermati di #LAYERS due docenti dell’Hdemia SantaGiulia. Si tratta dei Prof.ri Marco Cadioli Alessandro Capozzo, per i quali emerge un chiaro legame storico-didattico per aver lasciato (e lasciano tutt’ora) un segno nella storia formativa di generazioni di giovani allievi.

 

PROTO di Marco Cadioli
PROTO di Marco Cadioli

Marco Cadioli

Cadioli si presenta con un’opera dal titolo PROTO: masse di materiale digitale che formano proto-entità con un proprio orizzonte ontologico, alla ricerca di una possibile evoluzione. Le forme sono scomposte e ricomposte in un processo che genera una percezione instabile, con texture piatte e vintage applicate a ipermoderni oggetti tridimensionali.

Alessandro Capozzo

DEDALUS di Capozzo è un software generativo nel qual convivono due dimensioni estetiche e semantiche in sottile relazione. Nella prima, algoritmi basati su agenti intelligenti tessono strutture diafane, delineando contestualmente un soundscope caratterizzato da un ritmo armonico estremamente rallentato ma vibrante nella tessitura micro-polifonica in filigrana, in questa azione fitta e quasi pulviscolare si è tentati di proiettare il mito di Dedalo. Il secondo elemento generatore prende le mosse da una frase di Stephen Dedalus, il personaggio di Joyce: “un software non fa errori”. I suoi errori sono intenzionali e aprono le porte della scoperta.” La citazione è stata trasfigurata e ha assunto come soggetto il software stesso per divenire così, alimentata da un database lessicale e innervata da modelli computazionali, tema di infinite vibrazioni. Questa dimensione pseudo narrativa è il brodo di coltura da cui DEDALUS si prepara a emergere come personaggio autonomo.

Da segnalare un altro giovane docente emergente il Prof. Matteo Cremonesi che fa parte del progetto IOCOSE – un collettivo di quattro artisti: Cremonesi (Brescia, IT), Filippo Cuttica (London, UK), Davide Prati (Berlin, DE) and Paolo Ruffino (London, UK) – che, insieme ad altri tre artisti, hanno realizzato l’opera DRONE MEMORIAL.

Si ringrazia per l’ospitalità Fabio Paris e la studentessa Noemi Pizzolorusso per le immagini scattate.
Ai tre moschettieri tecnologici, della crescita per tutti noi, va un sentito GRAZIE DI ESISTERE!

Riccardo Romagnoli
Direttore dell’Hdemia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia

 

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