Da un grande potere derivano grandi responsabilità!

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Sempre la solita storia. Non intendo il fatto di scrivere due righe per chiudere l’esperienza da rappresentante (a onor del vero, comunque cosa abbastanza banale), quanto piuttosto il fatto di iniziare con una citazione. Ma non c’è miglior incipit per un discorso di un motto solenne di qualche vip intellettuale, e d’altronde non ne ho mai persa l’occasione: usai la Guggenheim all’apertura dell’anno accademico nel 2013, Hundertwasser e il don Armando Nolli di San Faustino lo scorso febbraio, e poi tesi ed esami: Nietzsche, Hesse, Dostoevskij (inflazionato, il suo Idiota), Martini, Warhol, Camus (uno dei miei preferiti), Petronio, Eco,… Oggi sulla mia scrivania c’era un sacco di roba inutile, ma tra Longhi e un vecchio numero di Ratman, alla fine, la citazione è spuntata fuori.

Spiderman n°1, anno 1962

Due pensieri a questo momento possono sorgere spontanei. Il primo: “che brutta persona è Visentini che legge i fumetti dei supereroi Marvel e mioddio pure in lingua originale!”. Lo penserei anch’io, davvero, ma credetemi non ho la minima idea di come questo fumetto sia finito sulla mia scrivania (è qui da mesi!) o a chi appartenga. Non ho mai letto fumetti dei supereroi Marvel in lingua originale- mi sembra giusto chiarire certe cose fin dall’inizio. Ma ho perso il filo del discorso, e non si è capito ancora dove voglio andare a parare.

Andiamo dunque al secondo pensiero che può sfiorare la mente: “Visentini ma riciapet! Ma quali grandi poteri, quali grandi responsabilità! Hai fatto il rappresentante in un’accademia di 650 anime …”. Sì, è vero, effettivamente grandi poteri non se ne son visti. In compenso, però, qualche responsabilità l’ho avuta. Sono responsabile, insieme ad Annamaria e Federico, di ogni cosa che in questi scorsi due anni non andava. Di ogni malcontento, ci sentivamo parecchio responsabili. E vi assicuro, abbiamo fatto il possibile per raddrizzare le cose storte. Con scarsi risultati, su molti fronti (e questo sarebbe una buona motivazione per andare a votare alle ormai prossime elezioni per la consulta: non vorrete mica altri incapaci? E allora votate votate votate! – fine del messaggio istituzionalpromozionale), ma qualcosa abbiamo anche ottenuto. Ci siamo fatti odiare quando è capitato di stare fino alle 19.30 a discutere con Ilaria (il nostro nuovo Vicedirettore, buon lavoro!) o con il Prof. Gobbi, ad esempio. O di rimanere un’ora a parlare col Direttore, per la gioia di quelli che aspettavano fuori perché l’appuntamento, ce l’avevano quell’ora.

Io poi ho estratto la pagliuzza corta, e mi è arrivata la responsabilità, per due volte, di tenere il breve discorso all’inaugurazione dell’anno accademico, con il terrore di deludervi e sembrarvi un elemento totalmente inutile all’interno dell’organizzazione della nostra accademia. Grazie al cielo non è successo (clap clap)… ma la tensione è stata snervante: io al microfono non solo rappresentavo voi, ma ero voi.

Il rappresentante degli studenti non è un elemento inutile: anche se le occasioni di confronto con le figure istituzionali (per fortuna) non mancano mai, sia per le dimensioni piuttosto ridotte dell’accademia, sia per la disponibilità di professori, segretarie (ok, forse loro hanno più giornate nere), direttore, vice, ecc., il rappresentante è l’unica voce che viene trascritta formalmente nei verbali dei consigli accademici. La voce degli studenti entra in un organo fondamentale come il Consiglio Accademico, e non può restare inascoltata, perché rimane nero su bianco. Anche le vostre richieste di qualche divano nei corridoi ai piani, o di un’aula studio-relax dove poter passare tranquillamente un’ora buca senza dover esodare dopo 10 minuti cacciati da qualche lezione orfana d’aula.

Insomma, sicuramente grandi poteri non ne abbiamo avuti: né io, né Annamaria o Federco, né saranno prerogativa dei prossimi incaricati. Ma di responsabilità, quelle ce ne sono, e di opportunità per discutere anche. Fatevi avanti, sia come candidati che come votanti: ci mettete 5 minuti, ma in quei 5 minuti, lo ripeto, state mettendo la vostra voce nero su bianco (oltre che scegliere un candidato vero, piuttosto che accettare un nomina imposta dal direttore, come accade in molte altre accademie).
E poi ricordatevi che lassù, in alto, qualcuno ci sta guardando… Sì, proprio lo zio Ben!

Lo Zio Ben in un freeze-frame tratto dal film Spider-Man (2002)
Lo Zio Ben in un freeze-frame tratto dal film Spider-Man (2002)

Francesco Visentini
Studente del biennio specialistico di Scultura Pubblica Monumentale

 

Citazione tratta dal film “Spider-Man” (2002): Qualunque cosa la vita abbia in serbo per me, non dimenticherò mai queste parole: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. È il mio talento, e la mia maledizione. Chi sono io? Sono Spider-Man! (Peter Parker)


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