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“Come i personaggi del quadro”, laboratorio didattico scuola secondaria

Cittadini della stessa città ma in un’epoca diversa

Un quadro ricco di storie e di personaggi quello P.M. Bagnatore “L’offerta di Orzinuovi a Maria Vergine con i Santi protettori orceani Bartolomeo e Giorgio”, conservato nella Sala consiliare del comune di Orzinuovi.

A spiegarlo ai bambini della Scuola S.P. Elisabetta Cerioli c’eravamo noi, il primo anno di Didattica dell’Arte per i Musei dell’Accademia SantaGiulia, con i Prof.ri Paolo Sacchini, Angelo Vigo e Elena Ragni.

La nostra prima esperienza di laboratorio didattico ci ha visti non più spettatori ma parte attiva della narrazione, emozionati ma non impreparati, con lo scopo ben preciso di avvicinare i bambini al patrimonio artistico-culturale che la loro cittadina offre, infondendo se non in tutti, ma almeno in alcuni di loro, la capacità di osservare e perché no, di porsi delle domande su quello che li circonda.

bambini laboratorio

La mattinata del 31 gennaio scorso si è svolto il laboratorio didattico in due momenti; il primo nella Sala consiliare dove la Prof.ssa Ragni ha spiegato il dipinto, i personaggi e lo scopo del quadro. Successivamente sono state recitate le poesie che avevamo scritto, cercando di dare forma ai pensieri dei personaggi che erano stati presentati, descrivendoli e spiegando la loro storia come se fossero loro a parlarcene.

La seconda parte invece si è svolta nell’ala Magna della scuola, dove con il nostro aiuto i bambini hanno ricostruito in forma tridimensionale una scena ispirandosi al dipinto ma ampliandone la visione. Rappresentando dunque, non i reali personaggi del quadro ma i reali protagonisti: i cittadini di Orzinuovi; considerando anche le professioni dell’epoca, i bambini hanno popolato la scena con vari personaggi.

Questa scelta ha reso i bambini più partecipi, facendoli sentire anche loro parte del quadro, appunto, cittadini della stessa città ma in un epoca diversa.

Perché è questo il compito dell’arte e il compito che noi, anche se in minima parte, cerchiamo di trasmettere; quello di sentirci parte di qualcosa di più grande, di avvicinarci al territorio che spiegazioneabitiamo e che viviamo spesso superficialmente, di scoprire cose nuove e sentire che tutto in un
modo o nell’altro è legato alla nostra esperienza personale.

Ma per  capire meglio l’esperienza, direi di ascoltare i mediatori di questo progetto che, come hanno fatto i protagonisti del dipinto, daranno voce ai loro pensieri e alle loro impressioni.

Francesca: “L’esperienza didattica a Orzinuovi è stata illuminante, studiare e preparare l’attività da svolgere ha richiesto tempo e dedizione da parte nostra, ma vederlo poi messo in pratica con i bambini della scuola dell’Andreana ha ripagato tutti i nostri sforzi. Osservare i bambini recepire il nostro messaggio e vederli poi pronti per metterlo in pratica a loro volta, è stato gratificante sotto ogni aspetto. Nono
stante fosse la prima esperienza di questo genere, mi ha aperto gli occhi su come sia fondamentale preparare i bambini a confrontarsi con l’arte fin da piccoli, per cercare di far comprendere loro fin dall’inizio, il valore nascosto all’interno.
Alla fine del nostro lavoro i bambini erano grati, lavori bambinima noi più di loro; ci hanno fatto capire che quest’esperienza è stata gradita e dai loro occhi abbiamo potuto percepire che gli rimarrà impressa dentro. Personalmente, questa prima esperienza ha fatto sì che mi convincessi ulteriormente della mia scelta di studi e ha alimentato la mia voglia di trasmettere i significati e i messaggi dell’arte a qualsiasi tipo di pubblico.”

Paolo: “Ho trovato il laboratorio didattico all’Andreana interessantissima e, soprattutto, importante, importante perché è stata la prima e vera esperienza pedagogica che abbiamo fatto con una classe, studiare i metodi e prepararsi per esporli è certamente interessante, ma viverli con i bambini lo è molto di più.
Personalmente è un’esperienza che mi ha avvicinato ancora di più a questo ambito di studi e non vedo l’ora di farne altre. In un mondo come il nostro, dove le cose non vanno sempre come dovrebbero andare, l’arte e la bellezza che gli è propria sono come dei salvagenti; ti aiutano ad apprezzare ogni sfumatura della vita.
Così, credo che avvicinare i bambini all’arte sia uno dei compiti più stimolanti e nobili che una persona possa intraprendere. Anche perché si impara sui banchi, certamente, ma si impara moltissimo pure dai bambini. Sono convinto che abbiamo imparato tutti molto da questa esperienza e che, in un modo o nell’altro, rimarrà per sempre impressa nella nostra memoria.”

Camilla: “Questa esperienza ha superato di gran lunga le mie aspettative, i bambini si sono dimostrati tutti interessati e hanno partecipato all’attività con entusiasmo.
Sono rimasta molto contenta in quanto, il laboratorio preparato, si è dimostrato un metodo efficace per far conoscere qualcosa di nuovo ai bambini ed è stata anche un’occasione per insegnare mediante un metodo diverso dalle lezioni frontali, a cui sono e siamo solitamente abituati. Infine abbiamo avuto modo di mettere in pratica ciò che abbiamo acquisito durante le lezioni.”

Michele: “L’attività ha avuto un esito davvero positivo, se da un lato i bambini hanno imparato a fare qualcosa di nuovo e divertente, anche noi dall’altro abbiamo avuto la possibilità di approcciarci e misurarci con ragazzi interessati, attenti e curiosi, imparando al tempo stesso ad ascoltarli. Nessuno è rimasto deluso ed i risultati hanno battuto ogni aspettativa.”

Gli studenti del I° anno del triennio di Didattica dell'Arte per i Musei, con i professori Vigo e Ragni
Gli studenti del I° anno del triennio di Didattica dell’Arte per i Musei, con i professori Vigo e Ragni

Eccoci qua, siamo arrivati alla fine di questo articolo, come sempre #staytuned per saperne di più sulle esperienze del TeamDidattica.

Beatrice e il #TeamDidattica

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