Andiamo in Antartide!

Pubblicato da Hdemia SantaGiulia il

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Design system II è il corso che con “filosofia” ti porta in Antartide.

“Un progettista oggi non può permettersi di svolgere il “compitino”. Troppa concorrenza! Quello lo possono fare solo gli studi affermati.
I nostri ragazzi dovranno sgomitare per trovare il loro posto, ma lo sapranno fare perché avranno la capacità di offrire quell’attenzione in più al committente”.

Meglio non potevamo dirlo.
Per noi lo ha fatto il professor Andrea Paoletti responsabile, con il professor Nicola Cherubini, del corso di Design system II.

Step to the stars

A noi, dopo aver assistito ad alcune lezioni, verrebbe da dire: “Se riesci a progettare qualcosa in Antartide, lo potrai fare ovunque”.
Ma che c’entra il Polo Sud vi chiederete…

Avete ragione! Partiamo dal principio.

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Il corso collocato nel programma di studi al terzo anno della Scuola di Interior Design è diviso in due parti: la prima, più teorica e filosofica, viene svolta con il professor Cherubini: “La progettazione di uno spazio non deve solo essere funzionale – dice Paoletti – , ma se vuole dare quel qualcosa in più deve essere anche rappresentativa del committente. Se io saprò che al mio cliente piacciono i limoni cercherò di proporgli un progetto che gli ricordi in qualche modo quel frutto: usando colori, forme, profumi”.

Personalizzare, quindi, e mettere al centro del proprio lavoro un bel po’ di umanità. Tutto questo prima di buttarsi in un’avventura ai limiti del possibile: “Propongo ai miei studenti di riorganizzare la base scientifica dell’ESA (European Space Agency), Concordia, in Antartide – spiega Paoletti – . Sfruttare meglio gli spazi, riprogettare le stanze private e in comune, tenendo ben presente il luogo nel quale andranno ad operare”.

Antarctica life

L’entusiasmo non è la prima istintiva reazione degli studenti…
“Direi di no – risponde Paoletti – , ma è giusto così. Al primo impatto rimangono spaesati. Non è facile. Sono abituati a vedere dal vivo gli spazi sui quali lavorare, non hanno esperienza rispetto a certi tipi di condizioni di vita. Vedere i luoghi solo sulla carta è molto difficile, ma poi si abituano e si entusiasmano. L’altro ostacolo che superano è lavorare in gruppo, non sono abituati e fare un progetto insieme, non è facile; ma sarà loro utile per il lavoro che andranno a svolgere. Non lavoreranno mai da soli e dovranno scendere spesso a compromessi”.

Francesca Marmaglio,
Addetta Ufficio Comunicazione & Orientamento
Accademia SantaGiulia


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