Come ho progettato e realizzato il mio video musicale

Pubblicato da Hdemia SantaGiulia il

Tutti gli aspetti del video making, dalla progettazione alla post- produzione.

Bella cosa voler fare il video… ma cosa ci inventiamo?

Ho sempre amato scrivere musica, e fortunatamente sono riuscito a trovare delle persone fantastiche per comporre la band metalcore che ho sempre sognato!

Noi siamo i Denhialband composta da voce, chitarra, basso, batteria e basi elettroniche. Il nostro pezzo “I won’t look” doveva essere promosso nel migliore dei modi…

Volevo creare qualcosa di personale, che rispecchiasse la canzone che avevamo scritto e registrato con tanta dedizione, quindi ho deciso di progettare e realizzare da solo il mio video musicale.

Come era possibile realizzare un progetto così complesso senza nessuna esperienza? Il primo passo è stato ovviamente la ricerca: ho raccolto in un archivio tutti i video musicali che mi ispiravano.

Il mio obiettivo principale era quello di dare una forma visibile alla musica, la coreografia ed il montaggio avrebbero dovuto riflettere perfettamente il ritmo e i vari momenti della canzone.

Frame del video musicale con luci blu ed atmosfere oniriche

Ballerini improvvisati!

La coreografia era dunque un punto fondamentale: attraverso i nostri corpi e il nostro movimento dovevamo riuscire a descrivere l’andamento della musica.
Ci siamo armati di asciugamani e bottigliette d’acqua durante le prove, in quanto il genere che suoniamo è decisamente movimentato!

Abbiamo deciso di affittare uno studio fotografico che offrisse grandi spazi, 14 metri di larghezza, in modo da poterci muovere liberamente durante le riprese.

Abbiamo immaginato tre tipi di scene per dare varietà al montaggio:

  • riprese della band che suona su sfondo colorato,
  • riprese dei membri della band senza strumenti in un ambiente di luci colorate psichedeliche,
  • riprese di contorno il cui soggetto è una sfera di vetro e della sabbia nera.
Momento della coreografia della intera band

Ingegneria portami via

La scenografia è stata composta da 14 tubi neon disposti a ferro di cavallo intorno alla band; si poneva un grande problema… come realizzare una struttura che tenesse in sospeso queste luci?

Dopo una lunga serie di riflessioni, la risposta è stata la solita! Arrangiarsi…con poco budget disponibile, non c’è altro modo di ottenere quello che si vuole, se non crearlo esattamente come lo si vuole.

Quindi con una serie di tubi di plastica piegati a caldo, utilizzando un fornetto da campeggio in mezzo ad un parco pubblico (attirando non poca attenzione), abbiamo realizzato una struttura di 6,5 metri di diametro che sarebbe stata sospesa a 4 metri di altezza.

Prova montaggio della struttura di luci nel parco pubblico

Fidarsi è bene…

Le atmosfere del video sono create dalle luci che fortunatamente lo studio aveva reso disponibili.

Nessuno di noi, però, aveva esperienza nell’utilizzarle in maniera efficiente, inoltre, dovevamo trovare qualcuno che effettuasse le riprese e che avesse l’attrezzatura professionale adatta.

Dopo non poche esitazioni (affidare una parte di lavoro a qualcuno di esterno è sempre un rischio!), abbiamo deciso di ingaggiare un piccolo team di 3 persone.

L’estetica del video è caratterizzata da ambienti neutri ed eterei che con i loro colori freddi contrastano quelli più caldi ed “umani” della pelle dei membri della band.

Eravamo pronti, e in una giornata di riprese si sarebbe giocato il lavoro di mesi!
L’adrenalina ci ha sorretti per più di 12 ore sotto i riflettori roventi in una giornata caldissima di luglio.

Scenografia montata nello studio fotografico

…non fidarsi è meglio

Purtroppo siamo rimasti delusi da molte riprese e dal montaggio eseguito dal team ingaggiato, in quanto ci pareva superficiale e poco ragionato.

La composizione dell’immagine era spesso squilibrata e fuori fuoco, mancavano addirittura alcune scene previste.

In ogni caso nessuno di esterno alla band poteva conoscere a memoria ogni passaggio del brano ed impostare le immagini del video con coseguente coerenza.

Verificati questi limiti, ci siamo fatti consegnare tutto il materiale girato e lo abbiamo esplorato con ansia crescente: più clip guardavamo e più ne scartavamo.

Dovevamo riuscire a compiere un miracolo, il video dei nostri sogni doveva comunque vedere la luce!

Gli strumenti musicali sul set del video

Ed ora? Solo lo schermo del computer

Altrettante ore (chissà quante?) sono state spese per catalogare il materiale video.

Senza particolari competenze ci siamo buttati a capofitto nel montaggio delle scene che fortunatamente erano già composte nella nostra mente.

In seguito abbiamo fatto una color correction e applicato degli effetti speciali (flash virtuali e onde d’urto).

È proprio in queste fasi che ho scoperto il piacere perverso di sincronizzare al venticiquesimo di secondo le immagini con l’audio e i vari effetti speciali.

Il perfezionismo unito alla mancanza di pratica e dimestichezza con gli strumenti, però, consuma tantissimo tempo e così altri mesi erano passati.

Un momento di montaggio e postproduzione con Premiere

Tutto ha un prezzo, ma non sempre in denaro

La realizzazione di questo progetto è stata davvero lunga, è passata attraverso momenti di crisi e sconforto, durante i quali l’idea di doverci approcciare ad un nuovo software, tutto da imparare, ci sembrava insormontabile.

Quando, però, si lavora con passione e si crede nel risultato, lo si pretende, l’unico limite diventa il tempo.

Infatti, siamo davvero felici del video che abbiamo prodotto, ma il prezzo che abbiamo pagato è stato molto alto in termini di ore di lavoro, il che ci rende poco efficienti dal punto di vista commerciale.

La soddisfazione, che ho provato nel vedere concretizzate le mie idee, in ogni loro sfumatura, è stata davvero grande: mi ha ricompensato di tutto l’impegno e mi ha permesso di acquisire molte competenze concrete.

Così ho ampliato i miei orizzonti e, soprattuto, ho imparato che:

  • se si ha una visione chiara riguardo al proprio progetto, nessuno è migliore di noi stessi per dargli forma,
  • gli errori sono un’ottima occasione per provare di nuovo ed ottenere risultati migliori,
  • non bisogna lasciarsi scoraggiare da iniziali insuccessi, non arrendersi mai,
  • alle volte quello che si cerca non esiste ancora, bisogna costruirlo con le proprie mani.
Sfera di vetro con luci blu

P.S. Il videoclip non è stato ancora pubblicato, siamo infatti alla ricerca di un’etichetta discografica interessata a diffonderlo.

Nel frattempo puoi guardare il video del nostro primo singolo!
Attenzione, solo per orecchie forti!

Nicolò Gaburro
II anno del Biennio Specialistico di Grafica e Comunicazione


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