La grafica: uno strumento visivo che non conosce limiti linguistici

Pubblicato da Hdemia SantaGiulia il

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grafica
sostantivo femminile

  1. Il complesso delle opere grafiche di un autore o di un periodo ( la g. di Klee ) o la singola opera grafica ( una g. di Matisse ).
  2. Il complesso delle caratteristiche grafiche di un libro o di uno stampato.
    • Parte dell’immagine televisiva costituita da grafici, tabelle, colonne di dati, ecc.
  3. Il complesso delle arti grafiche e la loro produzione.
  4. Grafica computerizzata, sistema hardware e software per l’elaborazione e la presentazione di immagini su video o su carta.
    • Grafica vettoriale, vedi vettoriale.

La prima definizione, trovata in rete (Oxford Languages), della parola Grafica ci è sembrata riduttiva, e al contempo troppo ampia, quasi come a dire che la grafica sia “tutto e niente”.
Per orientarci un po’ meglio, abbiamo chiesto al professore Massimo Tantardini, Capo Dipartimento di Arti Visive e Coordinatore della Scuola di Grafica e Comunicazione, cosa si deve aspettare uno studente di Grafica iscritto al triennio dell’Accademia SantaGiulia per l’A.A. 2022/23.

Ma partiamo dal principio…

Chi è Massimo Tantardini, Coordinatore della scuola di Grafica e comunicazione?
Prof. Massimo Tantardini
Prof. Massimo Tantardini

Sono una persona che crede nelle persone e nei giovani in particolare e che ama e crede nelle arti e nella cultura come elementi fondamentali per educare al bello e al giusto. Ho fondato – e diretto per molti anni – una casa editrice e sono stato direttore ed editore di una rivista internazionale di cultura e arti contemporanee denominata Inside. Ho scritto, editato e pubblicato nell’ambito delle arti visive decine di libri e cataloghi. Ho viaggiato per anni nel mondo frequentando il sistema dell’arte contemporanea internazionale, lavorando, incontrando e collaborando con moltissimi personaggi, intellettuali e artisti che hanno segnato l’immagine dell’attualità indelebilmente; penso a soggetti quali: Fernanda Pivano, Francesco Conz, Jack Hirschman, Lawrence Ferlinghetti, Enrico Ghezzi, Tony Jop, Luciano Sampaoli, Gerard Malanga, gli artisti del Fluxus & Happenings. Ho incontrato, dialogato, intervistato, artisti quali: Richard Nonas, Françoise Janicot; i poeti Bernard Heidsieck, Henry Chopin, Luigi Ballerini. I musicisti: Philip Corner, Walter Marchetti, Ben Patterson, Cosey Fanny Tutti & Chris Carter dei Throbbing Gristle.

Le mie passioni sono la lettura, il cinema, la musica, i concerti live, la poesia, il teatro, la performance, le arti tutte e anche il buon vino e la buona cucina. Adoro camminare, per ore, nelle aree urbane senza una meta. Mi attare l’esetica urbana delle periferie.

In Accademia SantaGiulia insegno la Cultura Visuale e dirigo la rivista accademica IO01 – Umanesimo tecnologico.

L’Anno Accademico sta per iniziare e nella progettualità della Scuola di Grafica e comunicazione sappiamo che sono già stati inseriti numerosi progetti, commissionati da aziende e enti del territorio che si affidano alle menti creative dei giovani studenti per rinnovare le proprie proposte di comunicazione.
Ci può dare una piccola anticipazione dei progetti che verranno realizzati quest’anno e che ritiene siano di particolare stimolo per gli studenti?

Anche per quest’anno alla Scuola di Grafica è riservata una notevole quantità di progetti estremamente interessanti. È davvero difficile citarne solo alcuni perché la “grafica” è una disciplina di ambito molto vario e perché i progetti vengono scelti proprio per permettere agli studenti del triennio di aprirsi a tale molteplicità. In altre parole, i progetti spaziano dalla creazione di marchi, alla realizzazione di visual per affissioni, alla impaginazione di prodotti editoriali, fino alla realizzazione di prodotti completi come l’immagine coordinata per aziende, enti, linee di prodotti o eventi di diversa natura; i ragazzi vengono anche incoraggiati alla partecipazione ai concorsi nazionali e internazionali per visual designer.

Se devo però restringere il campo…
Penso per prima cosa alla creazione di tutta l’immagine coordinata per una mostra di due artisti visivi contemporanei che affronteremo in collaborazione con i curatori dell’esibizione, gli artisti stessi e in connessione diretta con l’Istituzione museale che ospiterà l’evento, HU-BS Martinengo (della quale nell’anno appena trascorso abbiamo ideato il naming e disegnato il brand), inserita nella manifestazione Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023.

Penso poi alle opportunità legate all’HUB di ricerca Intellimech, azienda alla quale la Scuola di Grafica si è avvicinata grazie alla partecipazione pluriennale al concorso di idee 3W – la cui premiazione si tiene ogni anno presso il Kilometro Rosso innovation district di Bergamo -, e che ci ha commissionato lo studio della corporate a partire dall’identità dei valori del brand. La proposta è quella di far emergere, nelle ipotesi grafiche che verranno progettate, i valori della scienza e tecnologia oggi.

Un’altra cosa che posso già dire è che i nostri studenti di Grafica saranno in mostra con i propri progetti nell’ambito della ricerca e creazione: lo scorso Anno Accademico hanno realizzato una ricerca con analisi storica e analisi grafico-visuale per poi passare alla progettazione del brand – alla progettazione di font e quindi type design – e dell’identità di marca per il Museo degli Stampatori da Sabbio, di Sabbio Chiese, in Val Sabbia.⁠

Sempre pensando al nostro triennio Accademico, posso citare anche un nuovo contatto con un brand sportivo che vuole creare tutta l’immagine per posizionarsi e necessita di una comunicazione integrata tradizionale sia off-line che social.

Mi viene da concludere (per ora!) pensando che molti dei nostri progetti sono trasversali e quindi talvolta mettono in relazione il Triennio e il Biennio Specialistico, tramite la creazione di piccoli teamwork che abituano studentesse/studenti a coniugare nel lavoro la dimensione individuale con quella di gruppo creando una vera e propria piccola relazione con figure junior e senior.

Quanto è importante per gli studenti mettersi in gioco con progetti reali e confrontarsi con l’ambiente lavorativo già durante il proprio percorso di studi? 

È essenziale questo processo perché il committente – quindi colui che fornisce un brief reale, che ha bisogno di soddisfare un’esigenza – rende credibile il processo creativo del designer.

Senza un bisogno specifico da parte di qualcuno la creatività resterebbe una sorta di celebrazione virtuosisitca di se stessi; è la presenza di una necessità reale che trasforma in “vero” il messaggio creato in forma grafico-visuale. Le immagini che si elaborano per rispondere ad un progetto esterno ci mettono anche in relazione ai tempi, ai modi, ai metodi, alle esigenze tipiche dell’attualità della contemporaneità e delle modalità di lavoro dell’oggi. È fondamentale poter sperimentare questo durante il perscorso di studi anche per capire che lo “studio” e il “lavoro” non sono due elementi contrapposti o distinti, sono due fenomeni del medesimo processo. Senza un’educazione alla ricerca, al pensiero e all’immaginazione, come premesse all’atto progettuale, non può esservi comprensione del bisogno dell’interlocutore (che sia un professore, un cliente, un committente) e nessun elaborato o lavoro potrà mai corrispsondere alle esigenze del pubblico di riferimento. 

Visto che abbiamo parlato di progetti futuri e mondo del lavoro, quali sono secondo lei le tre caratteristiche del graphic designer del futuro?

Ritengo che la grafica – come disciplina – negli ultimi decenni si sia trasformata notevolmente rispetto al passato. Il graphic designer del futuro è innanizitutto un progettista della comunicazione visiva: è quindi un visionario colto e formato, esperto di cultura visuale e di progettazione, che non può permettersi di improvvisare. Io ritengo che abbia la stessa responsabilità sociale che era tipica degli artisti in epoca Barocca; in altre parole, è colui che crea la percezione della realtà attraverso la creazione e condivisione di immagini e quindi, in un certo senso, modifica la realtà stessa. 

Non bisogna mai dimenticare che la grafica è la creazione di messaggi visivi, riguardano al tempo stesso la scrittura e il disegno. Fare grafica significa rappresentare un fenomeno, elaborare uno schema, una griglia, un procedimento artistico e industriale. La grafica è il mezzo di rappresentazione del pensiero che non conosce limiti linguistici. È geometria, cioè vocazione all’immagine pura.

Ufficio Comunicazione & Ufficio Orientamento
Accademia SantaGiulia