7 stategie di sopravvivenza per studenti fuori sede

Pubblicato da Hdemia SantaGiulia il

Erwan Hesry - Unpslash
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Il classico “studente fuori sede” è colui che impacchetta le sue cose e decide di andare a vivere in un’altra città.
Ma tu, futuro “studente fuori sede del Sud” sei colui che, a malincuore, deve lasciare la sua terra e trasferirsi a quasi 1000km per costruirsi un futuro migliore.

Forse ti sembrerà tutto fantastico perché, per noi terroni, trasferirsi al nord è – come dicono tutte le nonne – un po’ come un sogno che si realizza, vivere finalmente in una grande metropoli!

Ma è giusto che tu sappia alcune cose su ciò che sarà la tua vita da “Terrone fuori sede”.

Gruppo di persone – Unsplash

1) Il momento della partenza sarà il più devastante, ma anche il più eccitante.
Ricorda di fare il giro dei parenti per salutarli uno ad uno, altrimenti si offendono! E poi ci guadagni pure la “20 euro” che ti darà la nonna con l’aggiunta del: “Così ti compri qualcosa!”.

2) Partirai minimo con due valigie, piene principalmente di cibo – come se al nord non ci fosse – rigorosamente messo sottovuoto e imballato per evitare rischi di rottura di qualche boccaccio di sugo* fatto in casa dalla mamma.
Il sugo della mamma è inimitabile e unico, e ad ogni forchettata sarà come stare a tavola tutti insieme.

* Non è il poeta, ma un contenitore di vetro – di varie dimensioni – che viene utilizzato per le varie conserve.

3) Non ci sarà più la mamma che va a fare la spesa, dovrai pensare a tutto tu!
Dovrai farti un piano della settimana, decidere cosa portare il giorno dopo a lezione e cucinarlo la sera prima.
Pensa positivo, sarà la volta buona che potrai portare a termine una dieta sana!

4) Non troverai più la caffettiera pronta, magari con il cornetto preso dalla pasticceria sotto casa alla prima infornata – sappi che al nord hanno un vocabolario diverso, il cornetto per loro si chiama brioche!
Già, è meglio non fare domande.

5) Ricordati di prenotare i biglietti per scendere** con minimo un mese d’anticipo, e da quel momento Marino sarà il tuo miglior amico.
No, non è una persona.. bensì il pullman che ti riporterà a casa! L’aereo è solo per i top di gamma.
Inizierai a impostare countdown ovunque, contando giorni, minuti e persino secondi, ma il tempo volerà così velocemente che non te ne renderai conto.

** Noi del sud “scendiamo e saliamo” in base alla città di partenza e di arrivo.

6) Ti dovrai abituare alle mille e più chiamate della mamma o della nonna per sapere se “hai mangiato”, se “piove”, al “ti vedo sciupata!” a ogni videochiamata che farai con loro.
Ti potranno sembrare anche delle stalker, capaci di telefonare a “Chi l’ha visto?” se non ti sentono per più di 30 minuti, e la mamma si offenderà se non rispondi al suo “Buongiornissimo, caffèè!?!?” postato sul gruppo Whatsapp della famiglia, ma la distanza ha anche il potere di rafforzare i rapporti e sarai tu stessa a insospettirti se non riceverai la chiamata al solito orario.

7) Ti dovrai abituare ai 100 giorni di pioggia e uno di sole, alla nebbia di prima mattina, al tanto verde che troverai intorno a te, alla routine frenetica. Ma ricorda che esce sempre l’arcobaleno dopo la pioggia e che studiare al parco è una buona alternativa al pomeriggio passato al mare.
E no, alla nebbia non ci abitueremo mai, ma a quanto pare il riscaldamento globale rende la nebbia sempre più rara!

Ci saranno giorni nei quali rimpiangerai il momento in cui hai deciso di trasferirti così lontano, ma ricorda sempre che: il tempo passa veloce, è un sacrificio che devi fare per te stesso e per il tuo futuro, sarai l’orgoglio più grande dei tuoi genitori perché vogliono darti ciò che loro, magari, non hanno potuto avere.

Farai tantissime nuove esperienze, conoscerai gente proveniente da ogni parte d’Italia con cui condividere momenti e ti sentirai parte di una nuova famiglia, la tua famiglia del Nord!

E, in tutto questo, tieni a mente che: CASA È DOVE SI TROVA IL TUO CUORE.

Stella Maggi
da Taranto with love

I anno del Biennio Specialistico di Grafica e Comunicazione


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