Le pubblicità che hanno segnato la storia
Le pubblicità entrano dentro di noi, ci fanno emozionare e molte volte ci allontanano dal reale, poi riaffiorando come semplici sorrisi quando ne sentiamo il jingle. Eccone alcune che hanno segnato il tempo.
“Attualità, Società e Innovazione” è lo spazio editoriale che intercetta il presente e lo traduce in chiavi di lettura critiche e contemporanee. Una categoria pensata per raccogliere, nel corso dell’anno, riflessioni, analisi e contributi che dialogano con i temi più rilevanti del nostro tempo: trasformazioni sociali, dinamiche culturali, innovazione, linguaggi e cambiamenti in atto.
Qui l’oggi diventa materia viva di osservazione. I contenuti, aggiornati ciclicamente, offrono uno sguardo consapevole sull’evoluzione della società, mettendo in relazione fenomeni emergenti e visioni progettuali. Non solo cronaca, ma interpretazione: un racconto che connette presente e futuro, valorizzando il ruolo della cultura come strumento di comprensione e cambiamento.
Le pubblicità entrano dentro di noi, ci fanno emozionare e molte volte ci allontanano dal reale, poi riaffiorando come semplici sorrisi quando ne sentiamo il jingle. Eccone alcune che hanno segnato il tempo.
Ce lo insegnano fin da bambini a lavorare per un momento che verrà, il famoso “Momento Giusto”. Il momento giusto non esiste. La condizione del “Fatto è meglio che perfetto” è la vera soluzione.
Il tempo vola: cattiva notizia, ricordati però che tu sei il pilota e, dati alla mano, abbiamo le stesse ore di Leonardo, Raffaello e Martin Luther King.
Le pratiche di decorazione del corpo atte a modificare il corpo sono la più antica espressione della creatività e sono attuate in tutto il mondo.
La ricerca di nuovi materiali e di soluzioni innovative per le costruzioni in Africa sta portando a passi in avanti per lo sviluppo futuro del popolo.
L’Italia è un paese dove noi, molte volte poveri, sfruttati, senza pensione, senza casa e senza auto, possiamo ancora cambiare le cose e farcela.
È stato d’aiuto trovare voci che appartengono alla mia generazione e condividono le loro idee e emozioni, attraverso una poesia chiara da capire per me.
Ormai abbiamo un ruolo passivo, abbiamo perso la consapevolezza e la critica nel comprendere il flusso di informazioni e le fake news invadono il web.
“La semplificazione è il segno dell’intelligenza che si va narrando”, recita un antico detto cinese secondo cui la complessità è inutile e superflua.
Raùl Zecca parla del documentario come un braccio armato per mostrare e raccontare i suoi studi, le sue denuncie sociali, così come uno spaccato di vita.