Oltre lo specchio: il tramonto della reflex

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L’avanzare inesorabile della tecnologia, come ogni evoluzione e novità nel mondo della fotografia, è una questione che da sempre porta alla nascita di due fazioni: gli scettici e gli entusiasti.

La fotografia, tra tante, non è la prima volta che si trova ad evolvere, e ad ogni sua evoluzione le discussioni non sono mai mancate: basti pensare al passaggio da reflex analogiche (a pellicola) alle odierne, o quasi, DSLR (Digital single-lens reflex camera).

Photo by Prasanna Kumar on Unsplash
Photo by Prasanna Kumar on Unsplash

Il 2018 è stato un anno importante per il mondo della fotografia: abbiamo assistito alla resa, definitiva, da parte di due colossi del mercato, Canon e Nikon, alla tecnologia mirrorless.

Le due case nipponiche hanno, qualcuno dice “finalmente” mentre altri “con più di quattro anni di ritardo”, lanciato sul mercato tre macchine fotografiche mirrorless (due Nikon ed una Canon) di alta fascia, con sensore full frame e con un corredo di lenti apposito.

Cosa cambia?

Come ci suggerisce il nome, la differenza sostanziale sta nell’assenza dello specchio che, nelle reflex, da sempre permette la visualizzazione dell’immagine attraverso la lente nel mirino ottico.

Ad alcuni può sembrare una piccolezza, ma questa questione negli ultimi anni ha comunque creato diverse polemiche, che solo ora finalmente si stanno facendo più rare.

Talvolta, però, qualcuno, davanti ad una fotocamera di questo tipo, è ancora capace di chiedere “ma la qualità è come quella di una reflex?”.

Non sempre a porre questo genere di domande sono persone estranee al mondo della fotografia, ma indubbiamente sono sempre lontane dalla conoscenza delle nuove tecnologie.

Quali vantaggi portano con loro questo genere di fotocamere?

Primi tra tutti: dimensioni e peso.

Essendo macchine tendenzialmente più piccole e prive delle componenti analogiche (tranne in alcuni casi come i mirini ibridi di macchine come la serie X-Pro di Fujifilm) risultano alleggerite rispetto alla precedente tecnologia, e questo permette, specie per chi passa l’intera giornata con la reflex al collo o in mano, una maggiore comodità e meno problemi alla schiena.

Inoltre, grazie al mirino digitale, che essenzialmente funziona come un monitor “live view” inserito ove normalmente mettiamo l’occhio per scattare, si ha costantemente la visione di come lo scatto risulterà; nonché la possibilità di personalizzare la nostra visione pre-scatto.

Non mancano poi tante piccole features che seppur non sempre fondamentali (alla fine si è sempre scattato senza) possono realmente aiutare a cogliere al meglio ogni istante.

Il focus peaking: un sistema di linee guida per la messa fuoco manuale, utile sia per il video, ma che trova altrettanta utilità nella fotografia per chi ha così rispolverato ed adattato vecchie ottiche, spesso appartenenti a nonni e bisnonni, sfruttandole al meglio su queste nuove macchine.

Questo, infatti, non sempre era possibile sulle moderne reflex, sia per le difficoltà nella messa a fuoco, specie con poca profondità di campo, sia per le difficoltà con i vari attacchi delle lenti, a causa di tiraggi differenti.

A fare eccezione Nikon, con la D850, e Pentax, con la K1, che pur essendo reflex dispongono del peaking.

Nikon, inoltre, fino all’uscita delle nuove Z6 e Z7, vantava il merito di aver da sempre mantenuto lo stesso attacco per le lenti ed, in alcuni casi, aver concesso l’autofocus a lenti analogiche mediante un motore interno alle reflex più prestanti.

L’otturatore elettronico permette di raggiungere tempi di scatto ben inferiori all’ottomillesimo di secondo e contemporaneamente dà la possibilità di avere uno scatto silenzioso. Non dovendo muovere obbligatoriamente l’otturatore meccanico, infatti, si può scattare senza produrre alcun rumore.

Infine, ma non meno importante, la possibilità in definitiva di poter stabilizzare il sensore.

https://www.sony.it/
Dal sito sony.it

Questa caratteristica, spesso cavallo di battaglia di Sony, ma non ancora adottata da tutte le case produttrici, permette di alleviare il tremolio del nostro corpo, utile soprattuto per chi utilizza le fotocamere anche per la creazione di video. Solo Pentax è riuscita ad inserirlo in una DSLR.

Queste sono i punti principali che accomunano e differenziano le mirrorless dalle reflex.

Come sempre ogni modello dispone poi di dettagli particolari, ma che risultano impossibili da trattare se non con un elenco completo di tutte le fotocamere sul mercato, che risulterebbe a dir poco ridondante.

In conclusione

Non posso affermare che non verranno più prodotte reflex.

L’essere umano soffre molto la nostalgia e di una non sempre ben spiegata forma di ammirazione per il passato.

Photo by Greg Gelsinger on Unsplash
Photo by Greg Gelsinger on Unsplash

Molte persone nella fotocamera ancora cercano quella forma e sensazione di solidità che la reflex ancora sa dare, anche a discapito di indiscutibili scomodità.

Noi fotografi, o fotoamatori, siamo spesso romantici ed affezionati all’oggetto, ma il mercato della fotografia ha sicuramente preso una decisione: siamo andati oltre lo specchio.

Francesco dal Bello
I anno del Biennio Specialistico di New Media Communication

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