La Guerra dei Bottoni

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Una collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia e la produzione dello spettacolo “La Guerra dei Bottoni” che si è coronata con la realizzazione della scenografia e dei costumi per la rappresentazione teatrale andata in scena il 27 maggio 2018.

I protagonisti della storia raccontata da “La Guerra dei Bottoni”, diretta da Pietro Arrigoni e tratta dall’omonimo romanzo di Luis Pergaud, sono un gruppo di ragazzi tra i 10 e i 14 anni che combattono una vera e propria guerra che ha come bottino principale i bottoni, importanti e costosi all’epoca in cui è ambientata la storia, e punta a stabilire la supremazia tra paesi.

La collaborazione con Pietro Arrigoni è nata grazie ad un incontro, organizzato in Hdemia SantaGiulia dalla docente, Rossella Zucchi, che ha brevemente presentato lo spettacolo e ha chiesto un supporto per realizzare i costumi e parte della scenografia.

Per quanto riguarda il lavoro sulla scenografia non è stata richiesta una vera e propria progettazione, ma più un trattamento per colorare e invecchiare alcuni elementi.

Panche e banchetti sono stati dipinti con terre diluite in acqua, così da ricreare un effetto di legno invecchiato, mentre i coperchi e i secchi che i ragazzi indossano come “armature” durante le loro battaglie sono stati trattati simulando ruggine e sporco.

Essendo una scenografia a scena fissa è stato necessario rendere riconoscibili i due paesini in cui si svolge tutta la vicenda e i vari ambienti entro cui i personaggi si muovono.

Proprio per questo motivo, sono stati realizzati dei cartelloni e delle insegne, su cartoncino, riproduzioni di quelle antiche, con scritte in francese: scuola, osteria, merceria, chiesa.

Il lavoro effettuato sui costumi è stato un po’ differente: visti i primi “prototipi” portati a termine, sono state date indicazioni alla sarta riguardo i tessuti da utilizzare e lo stile di abito di cui si aveva necessità, preparando dei bozzetti, dai più generali a quelli specifici relativi a singoli personaggi, fino a dettagli precisi del costume.

Una volta realizzati completamente gli abiti, sono stati anch’essi trattati: alcuni scoloriti, altri strappati e rovinati e altri ancora invecchiati, utilizzando terre diluite in acqua, tè e caffè.

È stata un’esperienza particolarmente interessante sviluppata un passo per volta.

Si è partiti, infatti, dallo studio del testo dello spettacolo per immedesimarci nel piccolo mondo che si andava creando, per poi vedere scene e costumi prendere forma lentamente sotto i nostri occhi e sotto le nostre pennellate.

Essere a diretto contatto con un regista, contattarlo personalmente, accogliere le sue richieste trovando soluzioni, ci ha permesso di affacciarci in questo mondo e comprendere le tempistiche, il lavoro e tutti quei “piccoli misteri” che spesso si celano dietro le quinte.

Sara Sarzi Sartori e Francesca Franzosi
Scuola di Scenografia

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