Una Comunità di famiglie: famiglie, religiosi, cittadini

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Un modello di co-progettazione e intelligenza collettiva tra la Sacra Famiglia di Orzinuovi, Hdemia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia e Comunità territoriale

Mi scrive nell’ottobre del 2016, padre Antonio Consonni della Congregazione della Sacra Famiglia, fondata da Santa Paola Elisabetta Cerioli, madre di famiglia:

«Il sogno di tutti è quello di abitare una bella casa, in un contesto bello di vicinato, in un mondo bello. Molti non hanno una casa, cioè un papà e una mamma, e uno stile di vita che permetta di essere felice. Immaginiamo i bambini che vengono sottratti dai loro genitori per le fragilità personali e relazionali. Sono i bambini a cui ha pensato la nostra Fondatrice Elisabetta Cerioli e ai quali anche dovremmo dedicare le nostre energie migliori».

E il sogno diventa realtà: una Comunità di famiglie (famiglie e comunità religiosa) che si fanno Casa famiglia, per l’accoglienza e il soccorso educativo di minori «fuori» dalla famiglia di origine, come recita il sottotitolo del <METODO DI VITA> e la <CARTA DEI SERVIZI> della scuola Sacra Famiglia per la relazione con la Pubblica Amministrazione e le Assistenti sociali.

Questa Comunità di famiglie si sta sperimentando in questo modo in questa prima fase di progettazione – anzi di co-progettazione – e diventerà realtà (seconda fase), a giugno 2018, in una struttura abitativa nuova costruita sul terreno della Congregazione accanto al complesso del Centro educativo scolastico della stessa Congregazione in Orzinuovi.
I Padri hanno scelto la co-progettazione come modalità partecipativa della pianificazione. Mai cosa fu più azzeccata, finalizzata a condividere tra le realtà partecipanti i processi di trasformazione dei luoghi ma anche delle persone. Co-progettazione significa stare e fare insieme, co-abitare, e “co” nel nostro dialetto (bresciano) significa “testa”.

Ritengo ci sia quasi una linea di confine, un margine importante, tra la fase in cui si definisce il co-progetto e si inizia ad attuarlo, e la fase subito precedente, che è quella della costruzione del terreno di relazioni tra i soggetti che sono i protagonisti del processo stesso. Questa linea ideale è uno spartiacque di qualità tra il senso di quel “co” – che sta per testa creativa – e la progettazione. Se la co-progettazione inizia prima della linea (quella di confine), sarà veramente tale, se inizia dopo sarà un processo di costruzione di un <partenariato> strumentale, fine a se stesso.

Questo passaggio si è potuto concretizzare per la capacità dei padri della Sacra Famiglia di coinvolgere il prof. Alberto Mezzana, Docente di Progettazione di interventi urbani e territoriali II, in Accademia SantaGiulia e i suoi studenti del biennio specialistico di Interior & Urban design nella realizzazione di questo grande sogno: la costruzione di una Casa famiglia per 12 bambini.
Inoltre, il prof. Alberto Mezzana e i suoi studenti si sono calati oltre al predisporre degli ambienti accoglienti, in spazi dove ci si può sentire a casa, luoghi di relazioni, di cura, di reciprocità e di amore.

All’Hdemia SantaGiulia aiutiamo a sognare, a cercare, a costruire insieme ai nostri giovani i loro sogni, per poi confrontarli con la realtà della vita. Oggi più di ieri serve una vera rivoluzione, che fa esprimere le persona (sia con la mente sia con l’anima) nel rispetto della sua piena libertà.
L’Accademia SantaGiulia, in linea con i propri progetti come quello della Sacra Famiglia, incoraggia tutti nel proseguire i propri sogni e tracciare la propria strada e nuove vie per l’avvenire. Una rivoluzione artistica fatta di colori, per creare un’arte che comprende i bisogni di bellezza del nostro tempo, una nuova linfa vitale artistica dove tutti siamo protagonisti. Una vera rivoluzione a colori… libera, come i sogni.
Noi viviamo soddisfacendo i bisogni, ma troviamo il senso dell’esistere solo seguendo i sogni.

Ogni volta che soddisfiamo i necessari bisogni poniamo le condizioni fondamentali del permanere in vita, del “campare”, ma non del perché esistiamo. Posto che non tutti i bisogni che inseguiamo sono fondamentali, ma sono frutto di elaborazioni economiche, anche quando raggiungiamo il livello di soddisfazione possiamo dirci magari appagati, ma non felici. La felicità ha, di suo, la caratteristica dell’irraggiungibile perché è un orizzonte infinito che non si esaurisce in un limite, raggiunto il quale desidereremmo altro ancora.
La verità delle cose è oltre ogni oltre e rimane sempre certo che i veri bisogni sono invisibili:

Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

( Antoine de Saint-Exupéry, ll piccolo principe)

Così è perverso inseguire la soddisfazione dei bisogni, che non sarà mai del tutto colmabile finendo in una spirale dell’impossibile che porta sempre ad una maggiore insoddisfazione e conseguente reale infelicità. Gli esseri umani sono nati per “tendere verso” e per “vivere in relazione”. Il passaggio da una mentalità individualistica a una di tipo plurale è dato dal desiderio di affettività, di relazione, di farsi comunità e si può costituire una famiglia che «si sorregge su se stessa soltanto quando è spazio e tempo d’amore» (Gennari, 2006, p. 253).

In questo cammino fatto insieme – pensate che ha un certo punto hanno coinvolto anche i Sindaci e le Assistenti sociali della Bassa Bresciana – si evince proprio questo e credo che noi e i nostri studenti abbiamo fatto una bellissima e unica esperienza di vera co-progettazione che porteremo sempre nei nostri cuori per tutta la vita.

Prof. Arch. Riccardo Romagnoli
Direttore Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia

Il progetto

Il progetto, nel suo insieme, propone un edificio con tipologia architettonica della cascina lombarda, per complessivi sei alloggi da adibire a Casa famiglia e due “torri” che ospiteranno gli spazi comuni.

Volo con il drone – fabbricati esistenti
Render con fotoinserimento fabbricato
Plastico fabbricato
Plastico fabbricato

La costruzione si sta realizzando in fasi distinte. L’esigenza è quella di ospitare due famiglie che da giugno 2018 andranno a vivere in questa nuova casa.

«Nella prima fase si realizzeranno due appartamenti con superficie utile di 175 metri quadri l’uno, previsti per una capienza massima di 10/12 persone e spazi comuni (di circa 180 mq). Si è progettata a una casa che fosse vivibile anche nella vita quotidiana attraverso la sostenibilità economica: per le energie rinnovabili (pompe di calore) e per produzione di alimenti ortofrutticoli. Lo spazio esterno,  come avveniva nelle vecchie aie nella parte centrale sarà uno spazio condiviso per le due famiglie e i bambini accolti. Abbiamo anche pensato a un progetto per il verde che circonda la casa con orti e frutteti, per far fiorire l’arte agraria grazie alla quale le famiglie potranno anche sostenersi, all’insegna di uno stile di vita vicino alla terra, come ha insegnato la fondatrice».

Nel mese di maggio 2017 e precisamente il 22, il progetto architettonico è stato presentato in forma definitiva alla Congregazione e alle famiglie, e come inizio simbolico dei lavori è stata posata la prima pietra, alla presenza di S.E. Mons. Vincenzo Angelo Zani, Segretario della Congregazione per l’educazione cattolica.

Gli studenti del II anno del biennio 2016/17 dell’Hdemia SantaGiulia, durante la posa della prima pietra
Le pietre posate dagli alunni della Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria
Magrone di fondazione

Dal mese di settembre 2017, ha in seguito preso avvio il cantiere per la nuova costruzione, e contestualmente gli studenti dell’Hdemia SantaGiulia (Anno Accademico 2017-2018), del II anno specialistico di Interior e Urban design, hanno continuato la fase di progettazione studiando l’arredamento e l’impiantistica all’interno degli alloggi.

Nel mese di dicembre 2017, la ditta costruttrice incaricata, partendo dall’orditura e proseguendo con l’isolamento, ha completato la copertura del tetto di tutta la struttura.

A gennaio 2018 anche la fase di completamento della progettazione degli alloggi interni è stata ultimata e presentata, con la presentazione ai Padri della Congregazione e condividendo con le famiglie delle scelte progettuali.

Presentazione dei progetti d’arredo
Render della cucina
Render della camera

Nel mese di febbraio nel cantiere sono continuate le opere edili con la supervisione dei lavori da parte degli studenti dell’Hdemia SantaGiulia, del corso di Cantiere dei prof.ri Massari e Mezzana, e con la realizzazione della struttura delle pareti interne in cartongesso per la successiva  realizzazione dell’impiantistica elettrica e idrotermosanitaria degli alloggi.

Struttura pareti interne in cartongesso
Collettori impianto riscaldamento
Impianto idraulico e impianto elettrico

Oltre alle opere interne al fabbricato contemporaneamente sono state portate avanti tutte le opere di scarico acque meteoriche e acque nere del fabbricato.

Gli studenti coinvolti nel progetto, oltre alla fase progettuale dell’arredamento, hanno effettuato una ricerca di mercato per definire il fornitore dell’arredo in funzione della qualità e del prezzo del prodotto.
Nel mese di aprile 2018, gli studenti con i Padri della congregazione e le famiglie coinvolte nel progetto si sono recati presso il fornitore dell’arredamento per la definizione dell’arredo come da progetto elaborato.

Gli studenti durante la scelta dell’arredo

Nei mesi di aprile e marzo, anche la fase impiantistica ha preso avvio, posando l’impianto di riscaldamento e raffrescamento a pavimento.

La posa dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento a pavimento

Nel mese di maggio 2018 sono state tinteggiate le pareti interne e esterne, posati i pavimenti e serramenti.

La consegna dell’arredamento è prevista per la metà del mese di giugno.

L’ingresso delle famiglie all’interno delle case è prevista per la fine del mese di giugno.

 

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