La solidarietà nel mondo del calcio illustrata da Giulia Gafforelli

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Sabato 10 febbraio 2018, durante la partita di calcio Pro Vercelli – Brescia (0-0), la nostra studentessa Giulia Gafforelli è stata ospite della trasmissione televisiva “Tutti in campo”, in onda su Teletutto ogni volta che gioca la squadra cittadina bresciana.
Abbiamo intervistato Giulia, studentessa del biennio specialistico in Grafica e Comunicazione del’Hdemia SantaGiulia, per capire “Cosa hanno in comune la grafica e il calcio?”.

Ciao Giulia, quella di sabato non è stata la tua prima esperienza televisiva, giusto? Anche la partecipazione precedente aveva a che fare con un progetto di Hdemia?
Esatto, la prima esperienza a Teletutto è stata a ottobre 2017, quando in un’intervista ho raccontato insieme al professor Gianni Nicolì e il Direttore dell’Accademia SantaGiulia Riccardo Romagnoli la mia esperienza di Service learning in Brasile, in cui ho insegnato illustrazione agli studenti della Escola estadual de ensino tecnico de nivel medio e das artes são Lucas, a Castanhal.
Rispetto alla scorsa esperienza però, durante la trasmissione “Tutti campo” ho parlato molto meno, dedicandomi alla realizzazione di un’illustrazione che parlasse un po’ al posto mio!

Nel corso della trasmissione, hai disegnato un’immagine simbolica che ha sviluppato il concetto di solidarietà nel mondo del calcio. Come sei arrivata a scegliere questo tema? Che tecnica hai usato?
La solidarietà nello sport per me è fondamentale
, accompagna ed equilibra la competitività sportiva portando nelle partite o nelle competizioni uno spirito di partecipazione e fratellanza con gli avversari quando è necessario.
Ho umanizzato il concetto di solidarietà in quest’opera dandole una forma umana femminile.
La tecnica che ho scelto è pastelli a cera su cartoncino nero, per il forte contrasto che si genera tra i colori ricordando il negativo fotografico, per l’inversione dei chiaroscuri.

Giulia in diretta in trasmissione

 

“Tutti in campo” è una trasmissione particolare, legata allo sviluppo della partita che si svolge in contemporanea con la diretta. I ritmi televisivi legati dettati dall’avvenimento sportivo sono stati più uno stimolo oppure una variabile da gestire?
Direi uno stimolo, soprattutto per quanto riguarda le interruzioni che ci sono state in cui dovevo spiegare l’andamento dell’opera.
Quando spiegavo al pubblico il procedimento del lavoro, era un momento in cui potevo riflettere illustrando il proseguimento dell’opera, concentrandomi sulla direzione che volevo prendere per completarla.

Come ti sei trovata in studio con i conduttori e gli altri ospiti?
Anche se non capisco granché di calcio, mi sono piaciuti molto i discorsi sulla squadra bresciana, le riflessioni sui giocatori e le critiche costruttive nei commenti degli ospiti e dei presentatori, quindi mi sono trovata decisamente bene in un’atmosfera serena in cui non mancavano momenti davvero divertenti.

La diretta

Tu stai per completare il tuo percorso di studio in Grafica e Comunicazione all’Hdemia SantaGiulia; ti va di sintetizzare in cosa consiste questo biennio specialistico e quali sono le materie che lo rendono peculiare?
Il corso di Grafica e Comunicazione è ottimo per chi vuole approfondire lo studio grafico completandolo con uno studio approfondito di semiotica e semantica nella comunicazione.
Il percorso è centrato particolarmente su materie che trattano di relazioni pubbliche, piani di comunicazione, copywriting e illustrazione digitale.

Sei una tifosa di calcio, o conosci qualcuno che lo è? Sei bresciana d’origine, d’ora in poi seguirai con più interesse le vicende del Brescia?
Non sono una tifosa, ma sia mio padre che i miei fratelli sono appassionati di calcio.
Sono nata a Chiari e vivo a Palazzolo sull’Oglio quindi sì, sono bresciana di origine anche se per la vicinanza a Bergamo visito spesso luoghi bergamaschi.
Beh dopo questa esperienza sì, potrei provare ad interessarmi ai discorsi dei miei fratelli quando parleranno di calcio, e cercare di capirne un po’ di più!

Grazie Giulia!

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