Hdemia SantaGiulia si prepara a «CidneON» 2018 con REBORN

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È un’installazione luminosa, di Chiara Brembilla, Francesca Franzosi, Eleonora Ripa e Sara Sarzi Sartori studentesse del biennio di specializzazione in Scenografia e tecnologie dello spettacolo dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia – coordinate dal prof. Stefano Mazzanti – una delle opere di illuminotecnica che saranno protagoniste al Festival delle luci CidneON, previsto al Castello di Brescia il prossimo febbraio 2018.

Partiamo dai cenni storici

Il colle Cidneo, che ospita il Castello di Brescia, è indicato come primo insediamento celtico della zona. Nel VII secolo a.C. un’invasione celtica portò sul colle la tribù dei Galli Cenomani che, con il passare del tempo, diventarono federati di Roma e successivamente loro Colonia. Il continuo sostegno dato a Roma, permette a questa popolazione di mantenere una propria autonomina amministrativa e un esercito proprio.

Secondo i Celti, l’anno era suddiviso in due periodi distinti: il periodo luminoso (primavera e estate) e quello oscuro (autunno e inverno). Due festività sono fondamentali per questo passaggio: Beltaine, festa della primavera in cui vengono organizzati riti di fertilità e durante la quale un grande fuoco veniva acceso al centro del villaggio e da esso si prendeva poi le fiamme che avrebbero alimentato il focolare domestico; e Sahmain, considerata anche il capodanno celtico, festa durante la quale la terra si preparava all’inverno e il Piccolo Popolo apriva le porte che separava il mondo dei vivi da quello dei morti per permettere a questi ultimi di passare tra gli abitanti del villaggio.

Una suddivisione simile è concepita anche dalla mitologia romana nel mito di Cerere e Proserpina. La giovane Proserpina viene rapita dal dio dell’Oltretomba Plutone, innamorato di lei. La madre, disperata e impegnata nella ricerca della figlia, dimentica i suoi doveri di divinità legata alla fertilità e alle colture lasciando che i raccolti appassiscano privando gli uomini del cibo. Giove cerca una soluzione e cerca di convincere Plutone a lasciare la ragazza che, tuttavia, avendo mangiato dei cibi dell’aldilà ne risulta indissolubilmente legata. Riescono a fare un accordo: Proserpina passerà sei mesi con la madre Cerere (periodo in cui la natura rinasce, luce) e sei mesi con il proprio sposo Plutone (periodo in cui la natura riposa, oscurità).

Questi due periodi sono principalmente legati alla luce, proprio perché da essa dipende l’agricoltura, fonte principale di cibo, e la natura durante tutto il periodo dell’anno, tema caro alla popolazione celtica.

Veduta del Castello di Brescia | Fonte: Turismobrescia.it

REBORN, il concept

L’idea per l’installazione dell’Accademia che troverà spazio a CidneON è nata dalla riflessione sull’ambiente destinato ad essa: uno dei tunnel di pietra che si trova in Castello. Ragionando sullo specifico tunnel affidatoci, lo abbiamo immaginato come un passaggio che permetteva la ronda delle guardie o una via rapida per spostarsi dalla Torre dei Francesi al Baluardo di San Marco.
Il concetto di passaggio delle stagioni è risultato particolarmente affine allo spazio del tunnel, considerando il fatto che quest’ultimo è una struttura architettonica di transizione e si legge partendo da un punto A ad un punto B così come l’installazione ideata è possibile leggerla solo attraversandola, in quanto le stagioni sono uno stato naturale in continuo mutamento.

L’installazione per CidneON avrà quindi come tema centrale questo passaggio dal periodo oscuro al periodo luminoso dell’anno, che entrambe le popolazione – Celti e Romani – hanno come elemento chiave. Nella prima parte una luce fredda di bassa intensità rappresenterà il periodo invernale e oscuro; mentre nella seconda parte risulterà calda e più intensa, per rappresentare il periodo luminoso e estivo dell’anno. Al centro del tunnel, all’altezza di vecchi cardini già presenti in esso, sarà ricreata una struttura che richiamerà una soglia che il visitatore dovrà superare, segno fisico anche del passaggio da una stagione all’altra: se prima il visitatore, arrivando dal periodo “oscuro”, sentirà una presenza in prevalenza di corde, avanzando percepirà contro di lui un tessuto più leggero e delicato che lo accoglierà nella parte “luminosa”.

Le studentesse del II anno di Scenografia e Tecnologie dello spettacolo

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