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Scenografia: emozionare attraverso lo spazio

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Scenografia una strana parola che si confonde con Sceneggiatura (ma no, non è la stessa cosa se te lo stai chiedendo) e che nasconde tra le sue lettere un universo caleidoscopico pieno di segreti.

Se stai pensando di affacciarti a questo strano magico mondo, mi sento in dovere di metterti in guardia su quello che ti potrebbe accadere nella vita da apprendista scenografo:

  • Cerca di diventare una persona ordinata (a meno che tu non lo sia già) perché ti ritroverai la casa piena di cartoncini di tutti gli spessori immaginabili, stucco, colle (che gli scaffali del Brico in confronto non sono nulla!) e dovrai essere molto abile a trovare ciò che ti serve per terminare il tuo modellino nel minor tempo possibile senza farti del male;
  • Preparati a dover trasportare materiali/modellini/valigette piene di strumenti strani con tutte le condizioni metereologiche possibili;
  • Prima di dover realizzare un modellino assicurati di misurare le dimensioni della porta o di qualsiasi infisso/porta segreta/fessura che c’è in casa… Potresti scoprire con amarezza che il frutto del tuo duro lavoro dovrà essere calato con un intricato sistema di corde per vedere il mondo esterno (cronaca di una storia vera). Ma, soprattutto, preparati a provare una immensa soddisfazione a lavoro terminato.

Preparati a scoprire che quello che hai nella testa può magicamente prendere forma su un foglio e poi può essere realizzato concretamente.

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Impara a vedere film o spettacoli teatrali non concentrandoti più sulla trama, ma scrutando quali effetti sono stati usati, che materiali, ad indovinare di che epoca sono gli elementi decorativi e di arredamento.

Preparati a scoprire che la luce può essere uno strumento fondamentale per far cambiare totalmente un ambiente e per suscitare emozioni profonde in chi osserva la tua scena.

Scenografia significa comunicare attraverso un’ambientazione, un dettaglio, una luce particolare uno stato d’animo e una situazione.
Prova ad immaginare un film di Stanley Kubrick o Wes Anderson senza scenografia… Cerca di immaginare una vetrina totalmente vuota… Il palco di un concerto senza luci.

Cosa ne sarebbe del mondo dello spettacolo senza l’atmosfera dell’allestimento?

Forse non è un caso che nel Rinascimento lo scenografo fosse spesso chiamato grand sorcière, ovvero grande mago.
Scenografia è magia, passione, continua scoperta e studio. Quello che mi ha affascinata di questa disciplina sono infatti la varietà e la presenza del lato manuale affiancato a quello teorico.
A lavorare è tutto il corpo: la mente, le mani… Un esercizio non da poco!

Studiare il passato per stravolgerlo nel presente, prendere spunto da ciò che c’è stato prima per dare vita a qualcosa di nuovo.

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Un continuo assaporare cose nuove e più disparate tra loro… Insomma, non ci si annoia mai!

Lo scenografo non lavora solo a teatro (lo so, stavi già pensando a una losca figura che si aggira dietro le quinte inseguita dal famoso “fantasma dell’opera”), ma può apportare il suo tocco anche in ambiti quali la vetrinistica (che, per noi ragazze, non è indifferente), eventi, concerti, cinema, tv, costume (abiti, accessori, scarpe… Ho detto tutto!).

Il fascino di questo mestiere risiede tutto nella magia, nell’illusione, nel lavorare per emozionare qualcuno. Trasmettere una scossa che faccia dire “wow”, cha scateni l’immaginazione di chi osserva.
Un lavoro ricco di passione, impegno, sacrificio, ma che porta verso l’immensa soddisfazione che accende l’anima come una scintilla inaspettata.

 

Silvia
Studentessa di Scenografia e Apprendista scenografa

 

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