Sulle “strade dell’arte”

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Nel pomeriggio di giovedì 26 marzo i bambini della scuola dell’infanzia “Paola Di Rosa” di Borgosatollo hanno allegramente  invaso l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia.
Con tanta curiosità e tanto stupore, hanno visitato alcuni ambienti dell’Accademia, soffermandosi incantati davanti alle pareti dei corridoi e delle aule dove sono esposti molti lavori realizzati dagli studenti. Forme, colori e materiali hanno suscitato grande meraviglia, molto interesse e, naturalmente, molte domande, alle quali alcuni studenti dell’Accademia, alle prese con attività di pittura, decorazione e realizzazione di mosaici, hanno risposto con molta disponibilità.

Dopo il breve tour alla scoperta di “quel che si fa” in Accademia, i bambini hanno partecipato a tre brevi laboratori espressivi appositamente ideati per loro.  Per tutto l’anno scolastico, nella loro scuola hanno affrontato il tema delle “regole”, con particolare riferimento all’educazione stradale, così anche gli studenti e i docenti dell’Accademia si sono adeguati al tema e hanno presentato ai piccoli ospiti le più semplici regole da tenere ben presenti quando ci si avventura  sulle “strade dell’arte”: tutti possono provarci, si guarda come si fa, si prova da soli, si sta attenti alle cose che si usano, si rimette tutto a posto.

I bambini alla scoperta del corridoio del secondo piano
I bambini alla scoperta del corridoio del secondo piano
I bambini alla scoperta dell'aula di Pittura e Mosaico
I bambini alla scoperta dell’aula di Pittura e Mosaico

L’esuberanza e l’entusiasmo dei bambini di cinque anni sono notevoli e certamente contagiosi, ma gli studenti dell’accademia (e i docenti) non sono stati da meno. Dopo i pochi minuti indispensabili per fare conoscenza e illustrare le “regole”, nell’aula magna dell’Accademia si respirava un’atmosfera di intensa allegria produttiva, fondata su grande disponibilità e collaborazione “alla pari” tra bambini e adulti.

Il laboratorio che ha condotto Rita Siragusa insieme ai suoi studenti potrebbe essere definito “di liberazione”.  Poiché consisteva in un’attività di action painting, questo laboratorio ha consentito ai bambini di sperimentare la regola dell’apparente assenza di regole: su una grande tela collocata a terra era possibile lanciare e schizzare colori in completa libertà. Si è trattato quindi di un’attività sicuramente “trasgressiva”, lontana dalle consuete regole predefinite, ma che ha consentito di scoprire come, nel mondo dell’arte, una delle regole fondamentali sia sì quella dell’assenza e della trasgressione delle regole, ma anche quella di saper tenere sotto controllo la trasgressione. L’attività proposta era facile, sperimentabile senza difficoltà, e consentiva a tutti di intuire rapidamente cosa fare e come fare, tuttavia per ottenere certi effetti erano necessari particolari gesti, determinati movimenti, un po’ di coordinamento e un preciso ordine temporale delle azioni. “Mi sono divertita tantissimo” ha detto una bambina con mani, vestiti e capelli ormai multicolori, però ha saputo anche ricostruire verbalmente, con grande precisione e in perfetta sequenza, tutto quel che aveva fatto.

I bambini scoprono la "trasgressione" dell'azione painting
I bambini scoprono la “trasgressione” dell’azione painting
"Il girotondo dell'arte"
“Il girotondo dell’arte”
La prof. Rita Siragusa impegnata in prima linea con i bimbi
La prof. Rita Siragusa impegnata in prima linea con i bimbi

Il laboratorio condotto dagli studenti di Agostino Ghilardi (e in particolare da Daniele Boi e Anita Guarneri, neo diplomati al biennio di specializzazione in Scultura pubblica monumentale) ha invece consentito di mettere a fuoco meglio l’idea di ricerca e di sperimentazione. Si è lavorato esclusivamente con la creta e con le mani, tutti insieme, riuniti attorno a una grande pedana. La creta, prima spalmata in modo da creare un grosso pannello di base, è stata da tutti modellata, bucherellata, graffiata, incisa, pizzicata, e “maltrattata” in mille modi diversi, sperimentando gli infiniti effetti che si possono ottenere con e su un materiale così duttile e plasmabile. La regola da seguire era molto semplice: scoprire o inventare le procedure necessarie per ottenere particolari textures sulla superficie del pannello di creta. Il tema della strada, filo conduttore delle attività, ha suggerito di ricreare sulla superficie del pannello, immaginato come un tratto di strada, strisciate, grumi, impronte, buchi, irregolarità di vario genere e, infine, forme come quelle tipiche della segnaletica stradale.

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Piccoli scultori crescono!
Piccoli scultori crescono!

Il terzo laboratorio, ideato e condotto da Angelo Vigo insieme agli studenti del secondo anno del corso di Pedagogia e didattica dell’arte, ha invece permesso ai bambini di confrontarsi con l’idea di progettazione mediante le regole di un gioco di costruzione. Con alcuni pannelli di plastica nera che rappresentavano porzioni di strada asfaltata, i bambini hanno giocato alla costruzione di un intreccio-labirinto di strade a sviluppo verticale. Dopo essere stati opportunamente riempiti e decorati con forme multicolori raffiguranti  veicoli e segnali stradali, i pannelli sono stati incastrati uno nell’altro grazie ad appositi intagli, offrendo così una visione “scomposta” del mondo stradale, simile a quella di alcune opere cubiste. Il risultato finale è stato una specie di “scultura-monumento” tridimensionale che, come tanti altri giochi di costruzione, potrà essere smontata e ricomposta liberamente quante volte si vuole.

DSC_0544Ripassiamo le regole dell'educazione stradale insieme

Ripassiamo le regole dell'educazione stradale insieme
Ripassiamo le regole dell’educazione stradale insieme

Terminato il tempo a disposizione ed esaurito l’impulso creativo di bambini e adulti, la prima giornata del progetto dell’Accademia dei Bambini si è conclusa con la classica merenda e con le foto di gruppo.

È stato un pomeriggio intenso e interessante, ricco di stimoli e spunti di riflessione, soprattutto per gli studenti della scuola di Didattica Museale che, ripercorrendo le modalità di progettazione e realizzazione di questa e altre esperienze,  avranno modo di ragionare sul significato dell’espressione “far fare esperienza dell’arte” a bambini e ragazzi. Del resto, è proprio questo l’intento del progetto “Accademia dei bambini/dei ragazzi”: offrire agli studenti dell’Accademia, a insegnanti dei vari ordini di scuola e a operatori culturali che si occupano di educazione all’arte e all’espressività, occasioni per sperimentazioni ed esperienze in grado di favorire un confronto sulle diverse modalità di educare all’arte.  Un percorso completo di educazione all’arte si fonda certamente sulla conoscenza della storia dell’arte e sull’analisi rigorosa, variamente guidata, di opere d’arte, ma richiede anche attività laboratoriali e forme di didattica non rigidamente precostituite. Se è vero, come molti sostengono, che l’indeterminatezza è cruciale per lo sviluppo della creatività, è però anche vero che si deve mettere a fuoco quali sono i “limiti” entro i quali l’indeterminatezza risulta formativa e quelli oltre i quali tutto si trasforma in pura e semplice casualità. E se, per una piena comprensione dell’arte, si ritiene indispensabile conoscere e sperimentare direttamente le “regole” (o, se si preferisce, le “procedure”) che hanno consentito a grandi artisti di produrre capolavori, si deve anche, almeno nei contesti formativi specificatamente dedicati all’arte, consentire ad ogni persona, nelle varie età della vita, la possibilità di provare a esprimere, pur senza essere artista, sentimenti, vissuti, emozioni e riflessioni proprio come un artista. In fondo, l’arte non è solamente esperienza estetica: è anche strumento capace di insegnare con visioni, provocazioni e conoscenze, ad ampliare lo sguardo e a formare persone consapevoli e critiche nei confronti del mondo.

Giovedì 9 aprile si replica: verrà in Accademia un secondo gruppo di bambini di Borgosatollo e anche per loro è pronto l’invito a percorrere, prestando attenzione a regole che seguono principi molto particolari, le “strade dell’arte”.

Angelo Vigo
referente del progetto didattico “Accademia dei Bambini”

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