Meglio tardi che mai!

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Illustrazione di Feyuca, autrice del webcomic Two Cent Slice
Illustrazione di Feyuca, autrice del webcomic Two Cent Slice

Che il fumetto stia diventando “la gallina dalle uova d’oro” dell’industria dell’intrattenimento lo dimostrano le cifre registrate quest’anno al “Lucca Comics & Games”: 400.000 persone per 4 giorni di fiera.
Certo, il festival non è dedicato solo ai comics, ma poco importa; il fumetto fa trend, ed anche il cinema ce lo dice. Ogni anno i film Marvel e DC fanno record d’incassi – per non parlare delle serie TV, spin off e videogiochi vari ad essi dedicati. Se ti piacciono i fumetti sei nerd ed essere nerd, oggi, è di moda.

I giovani autori esordienti guardano con occhi pieni d’ammirazione i creatori dei più famosi supereroi sperando, un giorno, di diventare come loro. Ma si sa: l’industria del fumetto è tutto fuorché accessibile per la maggior parte dei creatori; se il tuo fumetto non piace, non ti legge nessuno, e se non ti legge nessuno non sei fonte di guadagno, quindi (economicamente) non vali nulla. In definitiva: se non si ottiene quel minimo di visibilità, le possibilità di venire pubblicati sono molto basse.

E se watchmen diventasse un webcomic?

Come guadagnare, allora, abbastanza attenzione senza l’appoggio e la notorietà delle casi editrici? La risposta è il web.
Quale mezzo è meglio del web stesso per confrontarsi direttamente con il pubblico, crearsi un proprio fandom e mettere alla prova le proprie capacità? Nessuno, perché internet è il mezzo perfetto per gli autori esordienti, professionisti o alle prime armi, perché chiunque (ma proprio chiunque) può pubblicare un fumetto sul web.
Questo è ciò che si definisce “web comics”: fumetti diffusi attraverso il web in assoluta libertà e – non meno importante – gratuità.

Il trend dei web comics si è andato a delineare a partire dagli anni ’80. Quando ancora i modem giravano alla modica velocità di 1200bps e ci si collegava alla rete tramite protocolli ftp, prima che Tim Barnes Lee inventasse il World Wide Web (1989), c’era chi pubblicava i primi internet comics della storia – da allora i passi fatti in questo campo sono stati enormi, tanto da trasformare quello che era nato come fenomeno di nicchia in una possibile e nascente industria.
Le potenzialità messe a disposizione dalle nuove tecnologie per questo settore sono enormi: esse hanno contribuito a far nascere una nuova mentalità per il quale l’autore di fumetti non condivide il suo lavoro necessariamente per denaro, ma per passione e spirito di condivisione. Questa è la vera essenza dei fumetti pubblicati sul web: libertà d’espressione, sperimentazione e condivisione praticamente totali. E, se si è fortunati, ci si può guadagnare.

Autori di webcomics alle prese col cartaceo

Tuttavia non è tutto oro quel che luccica: in internet gli svantaggi, per alcuni autori, potrebbero essere superiori al guadagno; la maggiore priorità di un fumettista è la visibilità – senza azioni concrete di promozione, le possibilità di venire notati diminuiscono drasticamente. Secondariamente, ma non per importanza, come può un autore di fumetti web mantenersi senza un finanziamento concreto? Non può.

Fortunatamente a questo si sta ponendo rimedio: negli ultimi 15 anni sono nate, in tutto il mondo, soluzioni attraverso cui l’autore può pubblicare gratuitamente il proprio lavoro e crescere sia economicamente che a livello di notorietà sfruttando l’interesse di fanbases già presenti.
Portali come Smackjeves, Tapastic o InkBlazers offrono ai creatori di web comics la possibilità di creare profili su cui pubblicare liberamente i propri lavori (mettendoli a disposizione in modo gratuito) per percepire un sostegno economico con modalità crowdfunding dai fan delle loro opere.

Disegnare webcomics con la tavoletta grafica

Queste occasioni di distribuzione hanno dato ad alcuni fumetti una notorietà tale da permettere loro di venire finalmente stampati e distribuiti come albi cartacei, ed ai loro creatori di collaborare con case editrici come Marvel, DC Comics o (in Italia) Panini.

Persino noi italiani l’abbiamo capito (meglio tardi che mai): la casa editrice Shockdom ha creato, nel 2013, un portale (webcomics.it) che ospita tutti gli autori nostrani che vogliano condividere i propri lavori; quelli di maggiore successo, poi, vengono raccolti in un albo e pubblicati online e stampati. Shockdom ha pubblicato autori celeberrimi in rete quali Drizzit, Gumitien, Sio (Scottex su YouTube) o Eriadan.
Insomma, un po’ in ritardo, ma anche noi ci stiamo arrivando.

Quello dei web comics è, per gli autori in cerca di notorietà, un’occasione imperdibile: permette di migliorare e crescere stilisticamente insieme ai lettori, e vivere di un lavoro che prima poteva sembrare irraggiungibile. Sono convinta che le possibilità offerte da questa nuova economia non siano ancora state esplorate neppure in una minima parte, probabilmente a causa della scarsa attenzione prestata al fenomeno.

Disegnarsi non è mai semplice

Come diceva Eddie Campbell (il disegnatore di FROM HELL):

i fumetti [cartacei] sono semplicemente una tradizione di caricature […]. Io penso che il bisogno di vedere una forma d’arte definita [nella sua forma] sia il segno che indica che quella tradizione è vicina alla morte. Piuttosto che cercare di ridefinirla, l’autore dovrebbe provare a portare nuova vita in essa, il che probabilmente significa rompere con le forme e le definizioni passate.

Quindi: i web comics sono il futuro. Possiamo non vederlo ancora, ma arriverà presto o tardi il loro momento. Ciò che come autori e lettori possiamo fare è sostenerli e contribuire in modo diretto a ridare forma alle «definizioni passate».

Giada Gatti
Studentessa del I° anno del Biennio di Grafica e Comunicazione

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